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si trova un orecchio disposto ad accogliere la vostra parola. Rainerio parlò lungamente, volentieri ascoltato da quella imitatrice di Fredegonda.

Ma intanto si venne ad un punto della strada ove era prudente consiglio che il castellano si fermasse, rinunziando alla bella compagnia di Getruda.

La chiesuola di San Donato era vicina, e laggiù nel fondo si vedeva il tetto di pietra della casa degli Arimanni.

— Posso io dunque sperare, — disse Rainerio, prendendo la mano della fanciulla, — che Ansperto, con le sue esortazioni, non abbia troppo mutato il tuo cuore? e che le grandi cose che io farò per la tua elevazione mi meriteranno qualche favore?

— Ah, le grandi cose! — esclamò Getruda, ridendo. — Bada, o mio signore! Io vedo una congiura di tutti, contro il tuo bel disegno. La povera Fredegonda cadrà nelle mani di qualche rustico marito, prima d’incamminarsi a diventar regina, nelle maravigliose contrade che tu le hai decantate.