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ai serventi di portare le provvigioni di bocca in un vicino boschetto di faggi, che già aveva adocchiato arrivando.

— Non là; — disse la signorina Kitty, gittando verso di me un’occhiata maliziosa. — Ci saranno delle buche, tra i faggi.

— Non c’è pericolo; rispose l’esperienza paesana, per bocca di uno dei mulattieri. — È una faggeta di pochi anni, e c’è sodo come sulla strada battuta. —

Si va a vedere, seguendo le nostre salmerie. Il luogo è adatto e grazioso; una selvetta che par pettinata mezz’ora prima dalla madre natura, tutta a masse ben distribuite, tutta viali, sentieri, redole, andirivieni, che paion tracciati a disegno. Fatti un cento di passi, ecco una bella radura, con una fontana nel fondo, certamente più alta di tutte quelle che danno origine al fiume. Sgorga l’acqua da un fiorellino, tra ciuffi di felci e capelveneri; zampilla, gorgoglia, sussurra per un po’ di cammino fra i sassi, andando a far lago in una buca di forse due metri, che s’è scavata nella zolla del prato; donde poi stra-