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il Cascherano pur dianzi, o non avrebbe quella sua fuga dal Borgo dato negli occhi alla gente? E morto il rivale, non sarebbe stata attribuita a lui l’uccisione? Grama vendetta, che gli avrebbe impedito di tornare al castello, dove oramai teneva altre fila sicure, come a momenti dirò. Smesse adunque il pensiero d’inseguire il rivale, e, divorando la sua rabbia, andò col marchese Galeotto sulla via delle Magne.

Il Sangonetto aveva ragione. Noli era un osso duro da rodere, con quel suo castello in vetta del monte e una lunga scesa di mura e di torrioni per infino alla valle. Come un nido di aquilastri, piantato nel fianco d’una rupe a sottosquadro, non teme insidia di cacciatori quantunque animosi e valenti, Noli potea viver sicura dalla terra e dal mare. Di lassù, dove le sue mura comandavano i serpeggiamenti della via più faticosa che fosse mai, tornava impossibile un assedio, e una sorpresa soltanto avrebbe potuto dare la città in balìa de’ nemici; di giù, alla marina, in mezzo a due ripide balze, si stendeva una spiaggia irta di vele. I migliori marinai di Liguria nascevano appunto colà. Noli aveva armato due galere per la prima crociata, e in quella occasione s’erano stretti coi Genovesi i primi vincoli di quella amicizia che aveva a durare inalterata pel corso di sette secoli, cioè fino all’ultimo giorno di vita della serenissima repubblica.

Giunsero a notte alta sotto le mura. Il marchese Galeotto aveva sollecitato per modo il passo de’ suoi, da poter loro concedere un lungo riposo in prossimità della meta; e qui, poi, pena la morte, aveva comandato il più stretto silenzio. Insomma, niente era stato