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dalle prime ore pomeridiane di ieri. Egli era per l’appunto uno dei padrini del Guidi.

— Sì, mi ha raccontato anche questo. Ma le notizie del Castelbianco....

— Notizie in ritardo, caro mio!

— E l’affaccendarsi del conte Guidi, questa notte, al circolo... — riprese il Manfredi.

— S’è affaccendato per altro, sicuramente: — replicò Cesare Gonzaga. — Ma non parliamo di cose tristi; la nostra Gabriella è molto abbattuta.

— Per timore di lei, signor Cesare; — disse la fanciulla. — Ma ora incomincio a respirare, e se ella mi assicura che non ha più duelli, starò meglio senz’altro.

— Cara! Ne avrò uno, se babbo permette, e con lei. La sollecitudine loro per me, ha condotta qua la figliuola insieme col padre. Il padre mi consentirà di cogliere l’occasione per fare alla figliuola un certo discorso, che doveva venire senza fallo qualche ora più tardi, in casa sua. Meglio adesso, e qui, dove il destino ha voluto. Credete a me; se c’era momento buono per farlo, quel tale discorso, questo a dirittura è l’ottimo.