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Ecco le linee di quello speziale, dalla cui bottega trarremo ora noi le droghe che abbisognano per comporre il nostro unguento, che chiameremo: «Il vero, certo, facile e compito e indubitabile unguento per fare le Vere spiegazioni de’ dittici quirinimii». Dunque:

Primo. Recipe «un verso e le cinque parole del susseguente d’Orazio» intese a tuo modo; aggiungi commento ben pulverizzato e una dramma di relazione al dittico: in tutto pagine tre di stampa in quarto.

Secondo. Recipe alcuni «dittici toccati da Giovenale» e riponi il quiriniano fra quelli : tre altre pagine delle suddette, compreso un buon pezzo di commento misto con un poco di probabilitá, se ne puoi trovare.

Terzo. Recipe molte «lodi», ma di quelle «maggiori» che troverai; intridi con qualche giudizietto rovescio e frusto «di Pindaro e de’ suoi imitatori». Avverti che quella «maggior lode» renderá l’unguento odorifero molto; onde una pagina e mezza in tutto basterá, perché la «lode» dev’essere sempre poca, massimamente a quegli autori che sono morti da trenta secoli.

Quarto. Recipe «un verso esametro» pur «d’Orazio»; sostituisci «al caso retto un obbliquo», onde vi rimanga «espressa una cosa effigiata nelle tavolette»; un po’ di commento misto con uno scrupolo di difesa d’Orazio storpiato: ana pagine cinque.

Quinto. Recipe «una delle figure del dittico»; dilucida con «un canto» o sia canzone «d’un barbaro» di Barberia; fa’ che sia «noto a un greco, a un franzese e a mille italiani» ; aggiunga r«altra figura»; dilucida anche quella con «sei» sole «sillabe d’Orazio»; e pel «canto del barbaro», per le «sei sillabe», pel solito commento pulverizzato, pe’ due nomi del «greco» e del «franzese» e pe’ nomi de’ «mille italiani», se per disgrazia occorresse nominarli tutti, sedici buone pagine delie suddette di stampa in quarto.

Sesto. Recipe quelle poche righe di «Plinio», dove «descrisse l’uomo della seconda tavoletta», che al piú sará mezza