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I nostri piú antichi poeti toscani conobbero tanto bene questa veritá, o vogliam dire, furono cosi violentemente rapiti dalla natura della loro lingua, che ogni loro cosa teatrale in terza o in ottava rima dettarono; e potrei nominarne alcuni de’ quali ho viste a questi passati di alcune commedie e rappresentazioni tutte in rima. E queste operette, che sono molto antiche e molto rare e difficili a trovarsi, me le fece vedere un mio gentile amico, il quale, essendo della mia opinione su questa cosa della rima, mi volle suggerire quest’altra ragione; e voi medesimo, signor conte, che contro il mio dogma comprate i libri piú rari e di piú caro prezzo, massimamente toscani, quando ve ne vengono alle mani : voi, dico, forse avrete queste antiche teatrali cose, delle quali io qui vi faccio motto, e fra le altre forse avrete quelle de’ Rozzi da Siena, i di cui nomi e frontispizi io qui non trascrivo, perché sarebbe cosa da pedante il mostrar erudizione fuor del bisogno.

E invano gli ostinati gravinisti vanno schiamazzando che assolutamente il teatro vuole, per cosi dire, la natura nuda nata, cioè a dire prosa schietta schietta, che anzi ella vuole assolutamente che le cose sue sieno dette con parole poeticamente disposte; e se i greci e i latini hanno scritto senza rime le cose loro, ciò è avvenuto perché la rima era contraria alla natura della lor lingua, la qual cosa non è nella poesia nostra, la di cui natura, siccome io ho dimostrato, richiede la rima, senza la quale diventa una poesia contro natura piuttosto che naturale.

Questa cosa della rima nella poesia io la ho per tanto naturale, che sarei quasi per affermare che tutte le lingfue colte di Europa moderne vogliono necessariamente la rima nelle lor poesie, né piú né meno che la italiana e la francese, le quali richieggonla assolutamente; e principalmente la francese, che non può far senza in nessuna sorte di componimento poetico; e se l’italiana può soffrire alcun verso o sciolto o sdrucciolo, non lo soffrirá mai che in componimenti brevi. E se alcuna volta si è veduto qualche tragedia o qualche commedia in verso non rimato aver qualche fortuna in teatro, si dee piuttosto attribuire agl’interrompimenti degl’interlocutori, alla loro bravura nel