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essendo queste differenze puramente formali, mi sono attenuto alla stampa curata dall’autore e che rappresenta al certo l’ultima volontá di lui.

Su queste Lettere e su quanto vi si riferisce, cfr. specialmente i miei Studi e ricerche intorno a G. B. con lettere e documenti inediti (Livorno, Giusti, 1899, pp. 152-69); e inoltre i sonetti di G. A. Verdani, contemporaneo del Baretti e dello Schiavo, pubblicati da A. M. per Nozze Giusti- Cittadella (Padova, Prosperini, 1863), e l’articolo di D. Carbone su Un manoscritto delle poesie di G. B. (in Gazzetta letteraria di Torino, an. iii, n. 9), in cui è anche pubblicato un sonetto caudato del Baretti contro lo Schiavo, che incomincia:

Deh! per amor del elei, pre Biagio mio.

II

La «prefazioncina alquanto satiricuccia», come il Baretti stesso la chiama, scrivendo a Camillo Zampieri da Venezia il 22 luglio 1747 (cfr. G. Canti, La frusta letteraria. Saggio di uno studio intorno alle opere e ai tempi di G. B. con quattro lettere inedite dello stesso, Alessandria, Chiari Romano e Filippa, 1890, pp. 66-8), comparve la prima volta, in forma di tre lettere, davanti ai tre primi tomi delle Tragedie di Pier Cornelio tradotte in versi italiani con l’originale a fronte, divise in quattro tom,i (in Venezia, MDCCXLVii-viii, appresso Giuseppe Bertella nel negozio Hertz): versione barettiana di assai scarso valore (cfr. i miei Studi e ricerche cit., pp. 103-25, e G. Meregazzi, Le tragedie di Pierre Corneille nelle traduzioni e imitazioni italiane del secolo XVIIl, Bergamo, Fagnani, 1906, pp. 72-81).

Le tre lettere-prefazione furono poi ristampate in Opere (ed. de’ Classici cit., IV, 726-62); e la seconda, pure integralmente, in Prose scelte (ed. cit., pp. 17-43).

Su di esse e sulle idee e giudizi che contengono, cfr. P. Custodi, Mem,orie della vita di G. B., in Scritti scelti inediti o rari di G. B., I, 66-70, e i miei Studie ricerche, pp. 125-40, 147-52, 210-2.