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cui abitare senza pagar pigione, e delle vigne e de’ campi e de’ boschi, onde tragga tanta entrata da provvedere il necessario vitto e vestito a sé e alla sua famiglia senza aver ad accattare dal vicino, come fu il caso del Machiavelli, per quanto si vede dal testamento da lui fatto cinque anni prima di morire.

Giá ho detto ch’egli era nato a’ tre di maggio 1469. Dirò ora che mori di cinquantotto anni circa, vale a dire a’ 22 di giugno 1527, Mori nel suo letto e da buon cristiano, e non motteggiando di Dio e de’ santi, come hanno detto il bugiardo Lucchesini ed altri falsi frati: cosa che si prova irrefragabilmente con una lettera che ancora esiste in originale, scritta da un suo figliuolo ad un suo stretto parente chiamato Francesco Nelli, colla quale darò fine a questa forse troppo lunga prefazione. La lettera dice:

Carissimo Francesco, non posso far di meno di non piangere in dovervi dire come è morto il di 22 di questo mese Niccolò nostro padre di dolori di ventre cagionati da un medicamento preso il di 20. Lasciossi confessare le sue peccata da frate Matteo, che gli ha tenuto compagnia fino a morte. Il padre nostro ci ha lasciato in somma povertá, come sapete. Quando farete ritorno quassú, vi dirò molto a bocca. Ho fretta e non vi dirò altro salvo che a voi mi raccomando.

Vostro parente Pietro Machiavelli.