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ingrossando, di maniera che volgendosi quindi verso il Regno, il signor di Taranto avrá di grazia tenergli la staffa e Ruberto gli stregghierá il cavallo. Sua Eccellenza dará poi volta e sempre piú grosso di gente; sicché tutta Lombardia sará tosto sua, e Milano lo riceverá per donno, e messer Matteo si fuggirá in Calicutte. Di cotesti duchi di Mantova e di Ferrara non vi dico nulla, che si sciorranno come neve al primo sguardo di Castruccio; e i signori viniziani, sopraffatti dall’improvvisa rovina, bisognerá pure s’affoghino per dispetto in quelle loro lagune. Altro che Lucca e Pietrasanta! altro che Monte Catino e Librafatta! Tutta quanta Italia sará del signor nostro, o io straveggo. E quando la sará tutta sua, chi porrá egli a governare le cittá e le provincie cosi tolte a questo, a quello e a quell’altro? Io, suggeritore di tanto gran consiglio, m’aspetterò al peggio de’ peggi esser fatto podestá di Sinigaglia, e voi che siete de’ magnati v’ingozzerete ciascuno de’ bocconi anche piú grossi. È vero che, pigliando costui per signore, messer Tale non sará piú delli Otto, né messer Quale di Balia, né messer Cotale de’ Buoni uomini ; ma quando Castruccio, con nostra buona licenza, sia diventato come un Alessandro, non è egli chiaro che molti de’ nostri Boccansacchi e Bencivenni e Sederini e Capponi e Rinuccini e Gianfígliazzi e Malegonelle e Be’ culacci e altri e altri e altri, diventeranno come altrettanti Efestioni e Seleuchi e Lisimachi e Antigoni e Parmenioni e che so io? A questa foggia, Firenze nostra si fará forse bel bello un caput mundi come l’antica Roma, e forse il parlare fiorentino diverrá la lingua d’ogni gente: il che avvenendo, come pare probabilissimo, non è da dire se sará un bengodi, una cuccagna, una beatitudine da sguazzarvi dentro, checché si gracchi questo malfusso di Niccolò in vituperio de’ regni e in commendazione delle repubbliche.

Tenendo saldo il punto che Castruccio e i fiorentini fossero nelle circostanze narrateci da Niccolò, né piú né meno, chi non vede che il mio consiglio sarebbe riuscito molto migliore del suo, pigliata la cosa dal canto dell’interesse, e che, ingiustizia per ingiustizia, l’ingfiustizia mia avrebbe resi i Boccansacchi