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50 LA FRUSTA LETTERARIA l’aspetto di rupe e non di lione. Eppure il villano si voleva sbattezzare perché io vedeva la rupe in forma di rupe, e non voleva vederla in forma di lione; e poco mancò che, secondo il costume della canaglia inglese, colui non mi sfidasse a’ pugni perché io non vedeva il lione ch’egli vedeva. Il signor abate Vallarsi in questa sua eruditissima disser- tazione mostra d’aver molto del lohnny Blockhead, vedendo in certi brutti e insignificanti segni e ghirigori, fatti dal caso in una cassa di piombo, delle iscrizioni che non vi sono, e mettendosi quasi in collera con chi non le ha vedute, come le vede lui. Ma cosi va sovente con questi antiquari benedetti! SACRE ANTICHE ISCRIZIONI. Lette ed interpretate dal signor don Domknico Vallarsi, e dimostrate puramente ideali dal marchese Luigi Pindemonti gentiluomo veronese. In Verona, 1762, in 40. Quantunque io abbia vedute e toccate le piramidi d’ Egitto, e le rovine di Menfi, e quelle di Paimira, e quelle di Perse- poli, e lette innumerabili iscrizioni, e avute in mano innume- rabilissime medaglie, e cammei, e altre simili bazzecole qua e là per l’Asia Maggiore e per l’Asia Minore, pure non mi s’ è mai potuta appiccare la smania di fare il balordo e fac- chinesco mestiere dell’antiquario. Aggirandomi per questo e per quell’ altro paese, ho voluto dare qualche leggiera occhiata di quando in quando a questo ed a quell ’altro rimasuglio d’antichità; ma la mia principal faccenda fu sempre di esami- nare gli uomini vivi, e d’apprendere i loro costumi, e d’ in- formarmi del lor poco o del lor molto sapere, e delle loro varie idee si generali che particolari, senza mai buttar via troppo tempo in ammucchiare incertezze ed inutilità. Quindi è che poco parlerò in questi miei fogli di que’ tanti insulsi libri che tuttodì si stampano in italiano su questo e su quel- 1 ’altro o vero o supposto frammento o reliquia di cosa che esisteva già cinquecent’anni, già mill’anni, già mille secoli. Siccome però so che moltissimi de’ miei dolci compatrioti )