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42 LA FRUSTA LETTERARIA sera deU’anno, e non dorme che sei ore la state e sette il verno. Per conseguenza si leva ogni mattina per tempo, fa orazione un quarto d’ora; poi si sta mezz’ora a farsi accon- ciare e vestire; poi fa di nuovo orazione per un’ora; poi sente messa in casa; poi fa qualche faccenda domestica, per lo più qualche ricamo; poi va in chiesa a sentire una seconda messa; poi torna a casa a ricamare; poi viene il pranzo, ed ella vuol esser sola a trinciare in tavola, e mangia poco, e non man- gia de’ piatti più squisiti; poi giuoca un poco a picchetto; poi torna a ricamare; poi esce, e va a veglia, e quivi torna a giuocare un altro poco a picchetto; poi viene a casa, e quivi cena e prega e va a dormire. Questo è il costante sistema di vita, che questa dama vive cinque di d’ogni settimana, e che non si cangia mai se non per viva forza d’alcuno di que’ co- muni accidenti, che accadono a tutte le dame di alto affare, com’è questa tedesca; vale a dire visite, inviti, feste di corte, gale e simili cose, che da volere a non volere interrompono qualche giorno l’esatta uniformità d’ una tal vita. Il sabato e la domenica la dama non vive coll’ intero metodo degli altri giorni, perché il sabato riceve i conti del maggiordomo e del computista, e li rivede; ascolta le informazioni del suo cap- pellano, che invigila sul totale della sua famiglia, e del decano degli staffieri, che ha l’incarico di badare alla condotta delle livree e dell’altra servitù bassa. Le duplicate preghiere mat- tutine e le due messe non se le scorda, e poi si prepara con più atti di compunzione che non ne fece gli altri giorni, a santificare la domenica, nel qual df, oltre all’ascoltare la solita messa in casa, ne sente due altre in chiesa, fa la sua confes- sione e comunione, e del dopopranzo ne passa pure una non picciola parte orando tanto in casa quanto in chiesa, e leg- gendo inoltre libri ascetici e vite di santi e la bibbia. Quan- tunque da alcun breve passo delle dodici lettere si comprenda assai manifestamente ch’ella è alquanto accesa d’amor plato- nico pel marchese, pure le dodici lettere ne fanno capire molto bene che non ha mai la debolezza di spiegare con parole questo suo amore; ma attende all’educazione di due