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20 LA FRUSTA LETTERARIA come già l’aveva fatta perdere a me; e scagliando contro terra la sua pipa, che si fece in mille pezzi, e acchiappando stizzosamente il suo cappello e i suoi guanti, se n’andò con Dio senza voler sentire il resto della mia predica, e senza voler assaggiare un altro bicchiere d’un eccellentissimo Chianti che avevamo dinanzi. Confesso il vero, che questa sua subi- tezza e quel piantarmi li cosi alla brusca senza pigliarsi in corpo tutte le belle cose, che il caldo m’avrebbe fatto dire, mi scosse cosi a un tratto un po’ più che non sarebbe stato necessario, sentendo massimamente il gran colpo che fece dare all’uscio scappandomi di camera come un lampo; ma presto mi ricomposi e mi feci beffe della mia ed anche della sua troppa veemenza in simili casi. Che s’ha mo’ a fare? io sono d’una tempera ignea, e sono stato viaggiatore, che tanto vale quanto dire un uomo poco avvezzo a soffrire contraddizione. Ma questo don Petronio, che pare il ritratto della flemma, come fa egli qualche volta ad essere cosi collerico? Affé l’ Ita- lia gli professerebbe molta gratitudine, se sapesse con quanta acrimonia e con quanta caponeria egli la difenda alcuna volta disputando con me, che essendomi fatto un vero cosmopolita vagando in qua e in là, non professo parzialità per altro che per quello che è ragione ed evidenza, e che, caeteris paribus, tanto reputo mio concittadino un tartaro o un messicano, quanto un italiano. Dopo d’avermi dunque digrumata un poco la rabbiosa partenza di don Petronio, lessi il capitolo quinto del libro del Puiatì, che tratta Del ballo, del suono e della musica, e poi me n’andai a dormire. PosCRiTTA. — Siccome questo libro del Puiati sarà tosto o tardi multiplicato con altre edizioni, mi permettano i futuri editori d’esso ch’io dica loro una cosa, la quale nella sud- detta disputa non volli dire a don Petronio, cioè, che questo libro ha bisogno d’essere alquanto corretto riguardo alla lin- gua un po’ troppo negletta dal suo dottissimo autore. E un’al- tra cosa che i futuri editori non faranno male se la faranno, sarà il toglier via tutti quegli epiteti di lode che quel buon- uomo del Puiati diede a tutti que’ letterati e valentuomini da