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voleva. Avvenne indi a pochi giorni che, essendo il podestá in sala con la moglie ed altre gentildonne, vi si trovò anco messer Salmone. Ed in quel tempo la signora Ippolita moglie di messer Salmone mandò una tazza di bellissime pesche duracine a la magnifica podestaressa e mandolle per mano del contadino del grosso tincone. Come messer Salmone lo vide, subito disse al podestá: – Magnifico messere, eccovi il compagno che ha fornito la greca del contestabile de la porta d’Ombriano. – Il podestá, non avendo riguardo a la moglie ed altre donne che seco erano, comandò al contadino che devesse narrare il fatto come era stato. Egli, che altra lingua che la cremasca apparata non aveva e non averia saputo altrimente il suo concetto esplicare che con le semplici e naturali parole, disse il tutto, e tanto fece ridere il podestá e gli altri gentiluomini, che ancora ridono. La podestaressa e l’altre donne non risero cosí largamente, perché mostrarono per onestá aver vergogna, sentendo nominare cosí naturalmente le cose. Né bastando questo, volle il podestá che il buon compagno mostrasse il suo bel tincone, non pensando che quella medesima voglia poteva a madonna podestaressa venire che a la moglie greca del contestabile era venuta, e ch’egli potrebbe poi cosí di leggero esser beffato come beffava altrui. In somma il contadino, che aveva bisogno di poca levatura, sentendo ciò che il podestá gli comandava, per téma di non esser bandito o andare in prigione, sfoderò gagliardamente a la presenza d’uomini e donne la sua squarcina, che fece meravigliare tutti gli uomini che quivi erano, vedendo sí gran baccalaro, e fece nascer desiderio a molte de le donne di provare come ella ben tagliava. Le risa degli uomini furono grandi. Le donne si mettevano le mani agli occhi, ma tenevano i diti larghi l’uno da l’altro per meglio contemplar l’armi del dio degli orti. Il podestá, ridendo tuttavia, disse: – A le vangele di san Marco, che la greca ha fatto molto bene, se s’è provista di cosí bel mescolo. – E su questo ciascuno diceva la sua. Madonna la podestaressa, ch’era donna di pelo rosso, ben compressa ed assai giovane, veggendo che il marito, che era uomo di piú di sessanta anni, lodava la greca, disse tra sé: – Certo io provederò a’ casi miei. Messere è vecchio e non mi tocca di tre mesi una volta. Costui supplirá, se io potrò. – Onde seppe col mezzo di certa buona donna sí ben fare, che ella entrò in possesso del tincone, ed ancor che, meno che discretamente col contadino domesticandosi, fesse cagione che per Crema se ne parlasse, nondimeno nessuno ardí mai farne motto al podestá; ed ella, trovando nel tincone buon pasto, ogni volta che poteva se ne empiva il