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una fiata la settimana, ne pigliasse una, d’un’ora innanzi cena. E cosí, secondo l’ordine lasciatogli dal medico, volendone prender una, disse ad uno dei suoi servidori che andasse per un’ostia, a ciò che piú facilmente, coprendo la pillola con l’ostia, la potesse inghiottire. Avete da sapere che né l’infermo né alcuno dei suoi servidori sapevano pur un motto de la lingua pollacca, se non qualche paroluccia, come è «pane», «vino», «carne», «biada» e simili parole, che mille volte il dí per uso del vivere si dicono. Quanto al reggimento de l’infermo, il medico aveva lasciato in iscritto il tutto a lo speziale. Il famiglio adunque che per il padrone voleva un’ostia, accennato uno di quelli de la casa ove erano albergati, tanto con cenni ed atti fece che il pollacco intese pur che il lombardo voleva un’ostia per l’infermo, ma altrimente apprese la cosa che non era il bisogno. Egli intese che l’infermo fosse nel male tanto peggiorato che si volesse communicare; il perché accennò al servidore de l’infermo che anderebbe per quanto era richiesto. Onde subito andò a ritrovare il sacerdote parrocchiano, e disse a lui come uno gentiluomo italiano, venuto ad accompagnare madama la reina, era gravissimamente infermo e che voleva quella matina la santa communione. Il parrocchiano, messo ad ordine il tutto, col santo sacramento de l’altare in mano, accompagnato da molti torchi accesi e col campanello avanti, s’inviò a la casa ove l’infermo giaceva. Il pollacco, che era ito a la chiesa per prender l’ostia, avvisò tutti i suoi di casa come l’infermo voleva ricever il sacratissimo corpo di Cristo e che il prete parrocchiano veniva per communicarlo. Erano in quell’ora a caso tutti i servidori de l’infermo fuori casa, chi per una cosa e chi per altra. Quelli de la casa, uomini e donne, sentendo venir il parrocchiano col sacramento de l’altare, tutti gli andarono riverentemente a l’incontro, e il corpo del nostro Signore con gli altri a la camera de l’infermo accompagnarono. Il signor Girolamo, sentendo questa processione che in camera con torchi accesi entrava, si meravigliò forte; pur attese a che fine simile spettacolo riuscisse. Ma come vide entrare dentro il sacerdote con la cotta indosso, la stola al collo e il tabernacolo in mano, assai piú si meravigliò; pur, a la meglio che puoté, si levò sentone, e, scopertosi il capo, adorò con somma riverenza il santo sacramento. E volendo il prete dirgli non so che e communicarlo, egli, parlando italiano, disse che alora non voleva prender il Corpus Domini, sí perché non s’era dei suoi peccati confessato ed altresí perché non era sí gravemente infermo che gli bisognasse prender il viatico del