Pagina:Bandello - Novelle. 4, 1853.djvu/49


tenerezza de l’amor paterno, che gli occhi accecati gli allumò e gli fece vedere di quanta ferina sceleraggine egli era stato cagione. Onde, tardi pentito d’aver prestato l’orecchie a la malvagia e sceleratissima femina, da nuovo furore arrabbiato e d’estrema disperazione colmo, ruggendo come un fiero lione e ad alta voce chiamando il nemico de l’umana natura, rivolse in sé la fulminea spada e, con quella passandosi per mezzo il core, sovra il morto ed ancora caldo figliuolo, miseramente esalando l’anima e nel suo e del figliuolo sangue ravvolgendosi, subito morí. La ribalda femina che al basso dietro al vecchio era scesa, veggendo sí crudele ed inaudito spettacolo e da la propria scelerata conscienza stimolata, dubitando de la giustizia, come si può presumere, levatosi da cintola alcune chiavi che v’aveva, e quelle ad una donna di casa, che quivi amaramente piangeva, gettate, andò di fatto, e in un profondissimo pozzo che nel cortile era, con il capo innanzi si gittò e lá dentro si soffocò. Tal fine ebbe la malvagia e rea femina, degna di morte piú crudele e d’essere da’ cani a brano a brano lacerata. Il podestá poi, fatta del caso diligentissima inquisizione e severo essamine, trovando che la ribalda fantesca era complice del tutto, quella vituperosamente fece morire, facendola in quattro quarti, tagliatole prima la testa, squartare, le cui membra fuor di Monza a le forche appese, le quali chi quindi passa manifestamente vede.


Il Bandello a l’illustre signora Ippolita,
marchesa di Scaldasole salute


Accadono spesso certi casi impensati, che inducono molti in grandissimi perigli, e massimamente se l’uomo talora si ritruova tra gli stranieri e non intenda la lingua loro né si sappia far intendere. E ragionandosi di questi accidenti in Milano in casa de la molto illustre e vertuosa signora Ginevra Bentivoglia, moglie de l’illustrissimo signor Galeazzo Sforza signor di Pesaro, ove fu detto d’un soldato italiano che in Bertagna, per non esser inteso né sapendo parlar bertone, fu ferito e in gran periglio de la vita, messer Federico Crivello, giovine nobilissimo e discreto, narrò uno strano accidente avvenuto