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il quale, sentendosi essere intrato nel numero de li cornigliani e per cotale mostrato a dito ovunque andava, chè sino a’ fanciulli lo chiamavano uno «becco», si mise in tanta còlera e rabbia contra il drappieri, che prima di lui avesse voluto godere la Catarina, che si deliberò prenderne segnalata vendetta. Onde uno giorno, armatosi di corazza e maniche di maglia, se ne andò a la bottega di esso, e quivi trovatolo, gli disse la maggior villania del mondo, tuttavia appellandolo «becco cornuto», non mettendo mente che egli era de la medesima pece macchiato. Doppo cacciò mano a la spada e si aventò addosso al mercante, e li tirò una gran stoccata a la volta del petto; ma egli si retirò e, da li servitori suoi di bottega aiutato, si salvò. Indi tra Claudio e li servitori de la bottega si cominciò la zuffa, al cui romore corsero molti vicini, li quali, intendendo la cagione di tale mischia, si interposero tra l’una parte e l’altra, acciò non ci seguisse maggiore scandalo. A la fine, per far la pace, fu forza che il drappieri con qualche decina di scudi contentasse il mercieri; e così pacificarono, e ciascuno, con le sue corna in capo, attese a fare il fatto suo. Ora inteso avete come uno poco di piacere di una notte fu quasi per roinare il mercante, che, oltra tanti danari isborsati, restò con perpetua vergogna.