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di quello che si contiene ne le lettere che da Lione vi ho portate. Bene vi potrò narrare uno caso novamente avvenuto a Lione, che per mio giudicio tiene molto de lo strano e del bestiale, per la trascuraggine ed espressa pazzia di uno mercante drappieri; il quale, poco aveduto, e savio stimandosi, da se stesso in capo si ha posto la insegna de li Soderini, che sono duo corna di cervo. E certamente egli è pure una gran cosa a considerare le molte e sconcie operazioni che gli uomini, acciecati da li loro disordinati appetiti, così scioccamente fanno, e sovente, dandosi a credere di ingannare il compagno, essi con eterno disonore e vituperio restano gli ingannati, come ora da me intenderete, dandomi grata udienza. Dico adunque che in Lione si trova uno drappieri di essa città, il quale non è perciò il più bello uomo del mondo, il quale prese per moglie una Isabetta, che anco ella non ha privato il cielo di bellezza. Ma per li disonesti portamenti del marito, che quante donne vede tante ne vuole, è fora di modo di lui divenuta gelosa, e talemente fastidiosa che altro mai non fa che garrire per casa. Abitano in una casa ove dimorano diverse famiglie, fra le quali ci era e ancora vi è una vedova, che aveva una nipote nominata Catarina, giovane assai bella e in età da marito. Il mercante, veggendo ogni ora questa Catarina e sommamente piacendoli, come colui che dietro una capra che avesse avuto una cuffia in capo sarebbe corso, se ne innamorò, o più tosto li venne appetito di provare se era di buona lena. Cominciò dunque il mercante a dimesticarsi seco e far l’amore con lei, di modo che, crescendo di più in più la dimestichezza, egli le richiese che li volesse compiacere del suo amore, e le prometteva gran cose. Ella si scusava con molte ragioni, e massimamente, se si fosse ingravidata, che non averebbe avuto ardire di lasciarsi vedere a persona del mondo, e che la sua zia, da la quale sperava avere del bene, la averia fora di casa cacciata. Veggendo egli che indarno spendeva il tempo e le parole, e che non ci era ordine di goderla se ella non si maritava, le promise usare ogni diligenza per trovarle marito conveniente a lei, pregandola caldamente che quando fosse maritata li volesse allora compiacere. La giovane li diede speranza di contentarlo; onde egli, mostrando di farlo per amore di Iddio e per compassione di lei, ne parlò con la vedova, zia di quella, e cominciò di cercare qualche onesto partito per maritarla. E in fine ritrovò uno giovane lionese chiamato Claudio, che era mercieri e spesso andava fora di Lione per vendere le sue mercierie. Ora venne il tempo che il giorno seguente Claudio deveva sposare la Catarina