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con grandissimo piacere degli amanti, nel quale tempo il giovane si reputava il più beato e lieto amante che mai fosse. Ma la malvagia fortuna, che non può soffrire che gli amanti lungo tempo felicemente vivano, separò con la morte del giovane così ben governato amore, perchè una ardentissima di maligna sorte gran febre assalì il detto gentiluomo, non le trovando mai li medici con lor arte compenso o rimedio alcuno; di modo che in sette giorni se ne morì, con inestimabile e gravissimo dolore de la sua donna, che ancora con amarissime lagrime non fa che dì e notte piangerlo.


Il Bandello al vertuoso e dotto messer


Paolo Silvio suo salute


Molte fiate ho io, Silvio mio vertuosissimo, tra me pensato la varietà de la natura, che tutto il dì si vede tra questa sorte d’uomini che noi volgarmente appellamo buffoni e giocolatori, veggendo i modi loro l’uno da l’altro diversissimi, essendo perciò il fine loro per lo più di guadagnare senza troppa fatica il vivere ed essere ben vestiti, aver adito in camera e a la tavola de li signori da ogni tempo, e scherzar con loro liberamente, e insomma dare gioia e festa a ciascuno. Si vede chiaramente che cercano tutti dilettare, se bene talora offendeno chi si sia, facendoli alcuna beffa, che nondimeno la beffa risulta in piacere a chi la vede o la sente recitare. Ce ne sono oggi in Italia alcuni molto famosi, e massimamente in Roma, ove talora, per fare ridere la brigata, fanno di brutti scherzi a certi magri cortegiani. Ma io non so se li chiami urbani, faceti, lepidi, festivi, salsi, mordaci, piacevoli, adulatori, fallaci, insulsi, contenziosi, loquaci, susurroni, simulatori e dissimulatori, perchè tutti tengono uno poco negli atti loro di questa e quella parte. Si ragionava di costoro dentro Carignano, dopo che, partiti da la Mirandola, sotto il governo del signore conte Guido Rangone, questo felicissimo esercito soccorse Turino, avendo alcuni nominato il Gualfenera, altri il Gonnella, e volendo altri parlar di Calcagno. Allora il signor Galeotto Malatesta disse: – Or vedi a che siamo venuti, cercando ricrearsi con qualche dilettevole ragionamento: