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Ardendo dunque e languendo di questa maniera, e desiando fore di misura essere da lui amata, e non osando con lettere nè ambasciate manifestargli il suo ferventissimo amore, e meno con guardi e atti farlo di quello accorto, perseverò alcuni giorni amando, ardendo e tacendo, non si sapendo risolvere come si devesse governare. A la fine, da Amore aiutata, pensò uno nuovo modo di godere il suo giovane, senza essere da lui conosciuta nè vista; cosa che forse mai più non fu fatta. Ma udite, signori miei, l’astuzia e accortezza di costei. Prima ella al suo balio e a la balia si discoperse, e mostrò loro con persuasibili ragioni che deliberata era di non volersi a patto veruno più maritarsi, ma che trovandosi giovane e delicatamente nodrita, era dagli stimoli de la carne fieramente combattuta, a li quali lungo tempo avea fatto resistenza, e che a la fine, vinta, non voleva più vivere di quello modo, ma provedere a li casi suoi. Onde intendeva con quella maggior segretezza che fosse possibile, acciò che l’onestà sua intiera si conservasse, trovarsi uno amante giovane e costumato, che la notte le tenesse compagnia. E così di quanto voleva che il balio facesse, diligentemente lo instrusse. Perciò, avendo tra sè conchiuso che il giovane del quale vi ho parlato fosse colui che la godesse, lo manifestò al balio. Erano i licenziosi giorni del carnevale, ne li quali, come sapete, è lecito a ciascuno mascherarsi. Era stata la vedova cerca uno anno, dopo che il giovane ne l’ospitale tanto le piacque, sempre su questo suo amore pensando e ripensando, e non si sapeva risolvere. A la fine uno dì, doppo l’avere ammaestrato il balio, volle che quello si mascherasse e andasse a parlare con il giovane; il che il diligente balio fece. E preso uno ronzino da vettura, tanto andò per la città in qua e in là che scontrò il giovane, che a cavallo senza compagnia su uno ginnetto si andava per la città diportando. Onde il balio se gli accostò e li disse: – Signore mio, io vi voglio, piacendovi, parlare. – Il giovane gli rispose che volontieri l’ascolterebbe, pregandolo che li dicesse chi era. – Chi io sia, signore mio, non vi posso io dire; ma ascoltate quanto vi dirò. In questa città è una bellissima e nobilissima donna, di beni de la fortuna molto ricca, la quale si trova sì ardentemente accesa del vostro amore, come mai fosse donna al mondo di quale si voglia uomo. Ella vi stima per uno de li galanti, costumati e prudenti giovani de la città; e se tale di voi openione non avesse, per tutto l’oro del mondo non vorrebbe la vostra prattica. Ma perchè molti giovani portano il cervello sopra la berretta e hanno poco sale ne la zucca, e come hanno uno buon viso o una buona