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il vaso. Fu sì grande il piacere di essersi a suo piacere profumato, che nulla sentì del tributo che si rende a la contessa di Civillari. E così, bene profumato, andò dietro al signore Cesare. Ora, andando in fretta e riscaldandosi, cominciò pure a sentire non so che di fiera puzza, come di una fetente carogna che per la strada putisse; e non si avedeva che egli aveva la carogna seco ne la barba e negli capelli, perchè era stato concio come uno simile mascalzone e fachino meritava. Bartolomeo per una altra via, abbreviando il camino, andò a palazzo, e trovò che il signor Cesare parlava con li signori rettori, che erano insieme, ove anco li camerlinghi vi si trovavano; onde a li soldati del signore Cesare, che quello a palazzo aveano accompagnato, narrò la profumeria che fatta si era. Nè guari stette a giungere Fracasso, che in quello arrivò che il signor Cesare, uscendo di camera, intrò in sala. Putiva Fracasso da ogni canto come fanno li solferini. Del che subito si accorse il signor Cesare e disse: – Che trenta para di puzzore è cotesto che io sento? – Li soldati, avertiti da Bartolomeo, risposero che veramente quella sì cattiva puzza procedeva da Fracasso, con ciò sia cosa che prima che egli venisse in sala non ci era cosa che spirasse pessimo odore. Il signore Cesare, che de la beffa non sapeva cosa veruna, accostatosi a Fracasso, non solamente egli subito sentì il noioso e pessimo odore, ma si accorse anco come la barba e capelli di quello erano tutti brutti e impastati di una fetida lordura. E disse: – Che cosa è questa, Fracasso, che io sento? Ove mala ventura sei tu stato? Chi ti ha così stranamente profumato? – Dispiaceva anco a se medesimo l’impaniato Fracasso per la fiera puzza che a lui di lui veniva, e non sapeva che cosa imaginarsi, non possendo credere che quella mistura che logorata avea fosse quella che ammorbato l’avesse. Per questo egli se ne stava trasognato e mutolo e non sapeva che dirsi; di maniera che da tutti era miseramente schernito. Bartolomeo, per far l’opera compita, mostrandosi del male di Fracasso dolente, disse al signore Cesare: – Io anderò, signore mio, a farlo nettare. – Poi rivolto a Fracasso: – Andiamo, – disse, – a farvi lavare, chè io vi farò levare via questa puzza d’addosso. – Come furono partiti di sala, dissero li soldati al signore Cesare come il fatto stava, secondo che Bartolomeo loro aveva narrato. Allora soggiunse il signore Cesare: – Lasciagli andare, poi che la va da bergamasco a bergamasco. Ma io dubito che Bartolomeo di questa non si contenterà, chè gliene vorrà fare una altra. Stiamo pure a vedere a che fine la comedia riuscirà, pur che non riesca in tragedia. – Andarono dunque il