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che era la idea de la miseria, narrò Angelo Travagliato a cotesto proposito una piacevole novella. Questo Angelo Travagliato sono più di quaranta anni che in arme bianche serve la illustrissima casa Fregosa, prima sotto l’illustrissimo signor Gian Fregoso, poi sotto il signor Cesare suo figliuolo, che al presente è luogotenente generale in Italia del re cristianissimo. Avendo dunque la novella descritta, al nome vostro la ho intitolata in testimonio de la nostra commune benevolenza. State sano.

NOVELLA XXIV


Ridicola e vituperosa beffa fatta da uno bergamasco


a Fracasso da Bergomo, che, credendo profumarsi la barba e capelli


di odorata composizione, si impastricciò di fetente sterco.


Tutti che qui, valorosi soldati sète, di che materia ragionato si sia, avete udito. E volendovi io parlare di certi strani costumi di uno contadino bergamasco, vi dico che il signore Cesare Fregoso, essendo ancora molto giovanetto, che ora luogotenente vedete del re cristianissimo in Italia, era capitano de la serenissima Signoria di Venezia di uomini d’arme. Egli fu sempre molto prode e valente de la persona sua, e di ottimo governo cerca li soldati. Il che in molti luochi, ne lo stato di Milano, su quello di Urbino, quando aiutò a ricuperare lo stato al signor Francesco Maria da la Rovere, e in Toscana, sempre ha dimostrato. Ora, avendo egli le stanze su quello di Verona, teneva una casa in Cittadella, e, perchè era giovane e innamorato, si dilettava mirabilemente di varii odori e vi spendeva assai, facendone in gran copia venire da Genoa. E quando in casa vi venivano cittadini di Verona o soldati buoni compagni, tutti li profumava. Ora egli, tra la numerosa famiglia che teneva, aveva uno che lo serveva di canceliero, ben che pessimamente scrivesse e non sapesse mettere insieme diece righe, che non ci fossero venti manifesti errori, così ne la lingua come ne la ortografia, de le quali nulla sapeva. Cotestui era chiamato Gioan Antonio Dolce, bergamasco; ma essendo cuoco del capitano Scanderbecco di albanesi cavalli liggieri, si acquistò il nome, non so come, di Fracasso da Bergomo. De le segnalate condizioni di costui chi volesse a pieno ragionare, non si perveneria mai a la fine. Pure, perchè io l’ho conosciuto e pratticato molti anni, non posso fare che alcuna de le sue sgarbate condizioni non vi dica. Prima, egli è più temerario e presontuoso che persona che io mi conoscessi