Pagina:Bandello - Novelle. 4, 1853.djvu/348


di questa isola tu ti sei affaticata; sta, dico, di buonissimo core, chè da loro sarai bene riconosciuta e largamente rimeritata. Fra questo mezzo, se ti pare di eleggere per marito tuo uno di questi prodi uomini che teco la patria hanno difesa, o quale altro più ti diletta, io ti aiuterò a fartelo avere, e ti prometto che da li nostri signori sarai del publico dotata. – Ella, ringraziando il generale, di questa maniera gli rispose: che bisognava non solamente ne l’uomo la fortezza e valore del corpo, ma che più importava investigare con somma diligenzia la qualità de la vita e de li costumi e bontà di quello, perchè la fortezza corporale senza il buono e nobile ingegno e vertuoso nulla valeva. Veramente questa risposta mostrò più chiara la bontà e prodezza di quella valorosa giovane, che meritava essere aguagliata a qualunque altra donna di quelle che più famose furono, così de le greche come latine. Onde il generale remise il tutto a l’arbitrio de la Serenissima Signoria, che poi, del tutto informata, quella de li danari del publico onoratamente maritò, donandole molte esenzioni e rari privilegi da le pubbliche gravezze, che si sogliono per conservazione de lo stato a li sudditi communemente imporre.


Il Bandello a l a cristianissima prencipessa sorella unica


di Francesco re cristianissimo Margarita regina di Navarra


duchessa di Alenzon e di Berri salute


La troppo umana lettera vostra, serenissima reina, che in risposta de la mia, che vi mandai con la mia Ecuba, ora voi mi fate, rende verissimo testimonio che di ciò che scrissi de le vere e rare vostre vertuti io punto non mento, anzi appar più che chiaro che io la menomissima parte non toccai. Pertanto, veggendo quanto con umane e onorate parole voi mi ringraziate che essa Ecuba al glorioso nome vostro abbia consacrata, e altresì leggendo quello che di me scrivete al magnanimo vostro cavallero il signor Cesare Fregoso mio signore, mi fa veramente credere che voi in ogni secolo siate donna incomparabile, e che tante vostre divine doti si possano più tosto riverire e ammirare che lodare a pieno. Ora, cercando io tutto il dì mostrarvimi quello divoto servitore che vi sono, avendo l’origine de la