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bella cosa? Io vi prego che non siate cosí scarso de le vostre belle rime, ché se bene io non so comporre di questi vostri sonetti, io perciò mirabilmente me ne diletto, e starei da la matina a la sera, dopo che avessi desinato, senza mangiare per ascoltarne; e massimamente voi, che, – vi giuro, non mi fate dire, – questi dí io vi sentii dire un sonetto, che mi passò il core. E se io fossi stato la vostra amica, io vi prometto che tutta la signoria di Bologna non m’averia tenuto che non vi fossi venuto a trovare a casa da mezzodí, non che la notte. Ma io credo che voi vi debbiate dar un matto tempo con questa vostra innamorata, e buon pro vi faccia! Anco io farei il medesimo. – Messer Giovanni, sentendo il ragionamento di costui, con uno fiero sospiro gli rispose: – Monsignor Simone, – ché tal era il nome dell’altro, – voi sète di gran lunga ingannato, perciò che io amo la piú crudel donna di tutto il mondo, da la quale mai non ho potuto aver né buon viso né una minima risposta, di maniera che io mi trovo il piú disperato uomo che sia sovra la terra, e porto invidia mille volte l’ora a’ morti. – Questo non può essere, – disse messer Simone, – ma voi fate del secreto, e fate bene a non vi fidare cosí di ciascuno, ché oggidí l’uomo non sa di chi potersi fidare, sí sono malvagi gli uomini e di poca credenza. Ben vi affermo che di me non devete aver téma che io vi levi i vostr’amori, perciò che io sono di modo alloggiato che non cangiarei la mia innamorata con l’imperadrice. Poi io sarei in questo vostro caso, quando pur cosí fosse, per farvi qualche rilevato servigio. – Messer Giovanni alora cominciò giurare e a sagramentare che in effetto egli era disperato di questo suo amore, e che mai non aveva potuto, non che effetti, ma pur cavare una minima paroletta, e che daria l’anima al trenta para di diavoli per potersi una sola notte giacersi con lei. Messer Simone, udendo queste parole, si mise a ridere e disse: – Nel vero, poi che voi me lo giurate cosí affermativamente, ed io ve lo vo’ credere e hovvi la maggior compassione del mondo, perché io altre volte fui a questi termini che voi sète, e so che dolore estremo è amare e non esser amato. Ma se voi mi volete tener credenza e giurarmi su la pietra sacrata de l’altare maggiore di San Petronio che mai a nessuno manifesterete ciò che io farò per voi, e che vi dia l’animo fare quanto vi dirò, io vi prometto mettervi la vostra donna a lato e far talmente che da voi mai non si partirá, se non tanto quanto vorrete voi. Né vi paia, questo, grande od incredibil cosa, perché io l’ho provato per me e per amici miei da sette volte in su. Tutto è che bisogna esser segreto, ché qualche volta non andasse a le