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Spirito Santo, cangiò di modo di male in bene la sua vita, e fece tanta aspra penitenzia che, lasciando il suo paterno ed avito stato acquitanico, fu, morendo, ne lo numero de li santi del reame de lo cielo meritamente collocato. Il che meravigliosamente può giovare a li peccatori, acciò che veggiano, pur che l’uomo non si desperi, che sempre, volendo, può ritornare a penitenzia e salvarsi, stando di continovo il clementissimo Salvatore nostro per ricevere tutti, con le braccia su la croce aperte, pur che il peccatore, pentuto e confesso de li suoi peccati, a lui, come detto si è, se ne ritorni. Vi dico adunque, che Guglielmo, di cotesto nome quinto duca di Acquitania e conte di Poitiers, ebbe uno fratello detto Raimondo, il quale per fare il passaggio di oltra mare in soccorso di Terra Santa, con molti altri baroni francesi che a quella sacra guerra andarono, si mise a ordine. E per potersi più lungamente su la guerra mantenere, vendette il suo contato de la città di Tolosa a Raimondo, li cui nipoti gran tempo tennero quella nobilissima città. E veramente fu vie di maggior gloria erede in simile caso che non fu il compratore. Mentre i devoti cristiani in Levante contra turchi faceano la sacra guerra, papa Innocenzio, di così fatto nome papa secondo, fu da Guglielmo duca di Calabria con alquanti cardinali fatto prigione. Onde i romani violentemente fecero papa uno de la casa nobilissima de li Perleoni, che era in Roma potentissima, e lo chiamarono Anacleto. Per questo la cristianità si divise, perchè alcune provincie obedivano a Innocenzio come a vero vicario di Cristo, e altre seguivano il pseudopontefice Anacleto. Guglielmo duca di Acquitania, del quale si è cominciato a parlare, si accostò a l’intruso e scismatico Anacleto, e violentemente cacciò via de li loro vescovati Guglielmo vescovo di Poitiers e Eustorgio vescovo di Limoges, perchè mantenevano senza rispetto veruno la parte del vero papa Innocenzio, e predicavano che Anacleto non era vero pontefice, e che non se li devea in modo alcuno prestar obedienza. Guglielmo duca, sprezzando le vere e sante ammonizioni di questi dui buoni e catolici vescovi, col mezzo di uno legato scismatico che Anacleto mandato gli avea, fece fare alcuni vescovi a suo modo e gli intronizzò in luoco de li profanamente discacciati. Viveva in quel tempo san Bernardo abbate di Chiaravalle, uomo, per santità di vita e dottrina sana, di molta autorità e riguardevole pur assai. Egli andò a parlare al duca Guglielmo e si sforzò con efficacissime ragioni ridurlo a l’unione de la Chiesa catolica. Era esso duca a Poitiers, ove san Bernardo,