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pregandomi che essa novella volessi scrivere; il che per ubedirvi, come a casa tornato fui, descrissi. Ora che le mie novelle in uno vuò raccogliendo, poi che questa per commandamento vostro fu da me scritta, convenevole mi pare che ella, come cosa da voi proceduta, a voi ritorni e resti sempre sotto il valoroso nome vostro appo il mondo, per testimonio de l’osservanza mia verso voi, facendomi a credere che sempre sarà da voi allegramente letta e tenuta cara. State sana.

NOVELLA XIV


Uno scolare in uno medesimo tempo in uno istesso letto


gode due sue innamorate, e l’una non si accorge de l’altra.


Avendovi, signora mia osservandissima, detta la cagione del romore seguìto tra gli scolari, ove erano alcuni auditori miei, contra li sergenti de la corte, e forse avendovi alquanto attristata per la morte di alcuni, che nel menar de le mani tra l’una e l’altra parte seguì, mi pare essere debito de l’officio mio con alcuna piacevole novella levarvi parte de la tristicia da voi, come pietosa che sète, presa. E per cagione di parlar di scolari potendo essere processo il despiacere vostro, col parlar pure di uno scolare mi sforzerò allegrarvi. Ne lo studio de la città di Pavia fu uno scolare, il cui nome per convenienti rispetti mi pare di tacere, il quale, ancora che per essere di elevato ingegno attendesse agli studi filosofici, tuttavia, come su il fiorire de la giovanezza, che volentieri sèguita il vessillo di amore, si diede tutto in preda a una assai bella donna, moglie di uno cittadino che de li beni de la fortuna si trovava commodamente agiato. Seppe sì bene fare lo scaltrito scolare, che si fece molto dimestico di esso cittadino, il quale assai spesso lo invitava a disinare e a cenare seco; di modo che con questo pratticare in casa divenne anco dimestico de la sua amata donna. E così, in breve, andò la bisogna, che a quella narrando il suo amore e aggiungendovi preghiere caldissime, non essendo ella di marmo ma di carne e osse, di maniera insieme si dimesticarono che amorosamente più volte preseno l’uno de l’altro piacere; onde, ogni volta che ci era la commodità, non mancavano a darsi buon tempo e vita chiara. Ma perchè la troppa abondanza talora genera fastidio, e li giovani quante donne el dì veggiono tante ne desiderano, l’appetitoso scolare vide una vedovella che sovente pratticava con la sua innamorata, che era tutta baldanzosa e festevole, che molto