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rame in buon oro od almeno in purgatissimo argento. E nondimeno, non seguendo l’effetto, subito iscusa l’arte e dirá la tintura non esser ben fatta, il fuoco essere stato di tristo carbone o di troppo forte, di modo che, con mille altri inganni ingannando se stesso, consuma la roba e la vita ed insieme con la Luna, con Mercurio e con queste loro ciance si risolve in fumo. Quell’altro con la Clavicula di Salomone, se egli la fece, e con mille altri libri d’incantagioni spera ritrovare gli occultati tesori nel seno de la terra, indurre la sua donna al suo volere, saper i segreti dei prencipi, andar da Milano a Roma in un atomo e far molti altri effetti mirabili. E quanto piú l’incantatore si truova ingannato, piú nel fare incantagioni persevera, accompagnato sempre da la speranze di trovar ciò che cerca. E quanti errori di questo ne seguano non accade parlarne, essendo il lor errore assai manifesto. Sovvengavi, signor Carlo, del tempo che quel nostro amico, per ottenere la sua innamorata, che mai non ottenne, fece de la sua camera un cimitero, avendovi piú teste ed ossa di morti che non è a Parigi agli Innocenti. Ora, a questi dí disputando di queste pazzie a la presenza de la signora Gostanza Rangona e Fregosa, il signor Giulio Cesare Scaligero col maestro del signor Ettor Fregoso, messer Gian Pietro Usperto, giovine per buone lettere e buoni costumi molto segnalato, dopo l’aver filosoficamente assai tra loro questionato e dette molte belle cose e utili, esso Usperto, per recreare alquanto gli animi degli ascoltanti, narrò un caso avvenuto a Bologna ad uno scolare, che per via d’incantesimi voleva esser amato. E perché mi parve da esser tenuto a mente, l’ho scritto e sotto il vostro nome publicato, a ciò che veggiate che qui e in ogni altro luogo io sono di voi ricordevole. State sano.

Novella XXIX

Sotto specie di far alcuni incantesimi,
uno scolare di paura se ne more, essendo in una sepoltura.


Pensando, illustrissima madama, che le nostre questioni abbiano in qualche parte attristato gli animi di tutti gli ascoltanti, ancor che il fine di ciò che io intendo dire sia lacrimoso, nondimeno v’occorrono de le cose per entro che tengono del ridicolo, e solveranno un poco le menti depresse: poi il caso avvenuto è molto a proposito di quello che abbiamo tenzionato il