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buone parti, perchè ella è vertuosa in sonare e cantare, bella recitatrice con castigata prononzia di versi volgari, di grande e bella presenzia, e di bellezza tale da la maestra natura dotata che può fra le belle di questa città comparire, ha poi qualche tacarella che guasta il tutto. Ella, figliuola di una madre poco onesta e pudica, non ha tralignata punto da le vestigia e costumi materni, perchè non contenta di aver fatto copia del corpo suo spesso a uno, si è sottomessa libidinosamente a molti altri. E se la cosa fosse, non dirò segreta, ma non tanto publica, io non ne parlerei, perchè non mi piace dire male de le donne, essendo nato di donna e marito di donna; ma, canzonandosi di lei per le barberie, la cosa è troppo publica. Esso Ghiringhello, che era suo innamorato, sapeva chiaramente che uno altro in questo ultimo insieme con lui la godeva. Ma che! egli non si può porre leggi agli amanti. – Parve di strano udire questa nova a la brigata, e varie cose se ne dissero. Allora il gentilissimo messer Nicolò da la Croce pregò che ciascuno tacesse, e ci narrò une breve istorietta, volendone mostrar che le forze de l’amore inducono gli uomini e le donne a fare di molti strabocchevoli errori. Voi mi diceste, come la istoria fu fenita: – Bandello, questa non istarà male tra le novelle che tu scrivi. – Onde, avendola io scritta, ve la mando e dono, e voglio che sotto il nome vostro sia letta in testimonio de la nostra amicizia. Vi piacerà mostrarla al signor Ottobuono e al signor Sinibaldo Fieschi e fratelli, miei segnori, e tenermi ne la buona grazia loro. State sano.

NOVELLA VIII


Romilda, duchessa del Friuli, si innamora di Cancano


re de’ bavari che il marito ucciso le avea.


Si accorda seco di darli la città, se la piglia per moglie.


Il fine di lei, degno de la sua sfrenata lussuria.


Voi vi meravigliate, signori miei, di quello che ha fatto messer Gian Francesco in isposando per moglie Catarina da San Celso, con ciò sia che la meraviglia si soglia causare da cose insolite, e questa non è punto insolita. Chè chi volesse, non dico per Italia, ma discorrere solamente per questa nostra città, se ne troverebbero assai, e grandi e nobilissimi, a li quali troppo irregolato amore ha di maniera abbagliati gli occhi, che di mezzo il chiasso hanno preso le moglieri. Ma ora non vuo’ io discoprire gli altari, chè solamente il giovedì santo discoprire si sogliono. Mi occorre bene dirvi uno motto de la madre di esso messer Gian