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modo circondati che nessuno puotè da le mani di quelli frati scappare. Quivi, senza potersene fuggire, li buoni frati, tutti ignudi, come il giorno che vennero al mondo, gli ebbero in pochissimo tempo dispogliati. Onde al suono di quelli loro poderosi cordoni, senza misericordia e meno di pietà, gagliardamente li batterono e molto stranamente gli flagellarono, gridando tuttavia: – Ballez, ballez, meschans que vos estes! – Io vi so dire che que’ giovani religiosi fecero la vendetta de li dui frati, e li mugnai impararono fare una danza che mai danzata non avevano. Erano le carni loro per le terribili battiture parte livide e parte sanguigne. Essendo poi li frati vie più stracchi che sazii, fecero venire di molti secchi di acqua fresca, de la quale a ciascuno mugnaio ne diedero a bere uno pieno tazzone. E in questo furono assai più discreti li frati a dare bere acqua a que’ mugnai, che essi stati non erano quando a li dui poveri riscaldati frati fecero ingozzare il vino, che poteva fargli uno grandissimo nocumento di alcuna grave infermità. Venne allora messer lo guardiano e fece dare li panni a gli flagellati mugnai, li quali, pieni di male animo tutti lo guardavano in cagnesco, come autore e ministro de le loro battiture e fiero supplizio. Del che avedutosi, il buon vecchio disse loro: – Figliuoli miei, sapete bene che communemente si suole dire: «Chi ne fa ne aspetta». Li miei frati andavano a fare li bisogni loro per la città, nè molestia alcuna vi era da loro data. Ma voi, come assassini che albergano tra le foreste, senza avere riguardo nessuno al sacrato abito del serafico patriarca messer san Francesco, li faceste quello disonore che vi piacque, e li menacciaste gettarli dentro il corrente fiume. Vi paiono queste belle cose da fare a li servi del signore Iddio? Portate adunque in pazienza la disciplina che vi ho fatto dare. E ogni volta che vi verrà voglia beffare, di quello modo che fatto avete, li miei frati, io vi farò apparecchiare uno di questi sontuosi banchetti. Andate in pace e pigliate le bestiole vostre. – Si divolgò la cosa per Parigi e pervenne ancora a le orecchie del re, il quale se ne rise, parendo lui che fosse convenevole che «quale asino dà in parete, cotale ancora riceva». Per la città poi non potevano li molinari fare uno passo, che li fanciulli e altri non gridassero loro dietro: – Andate, andate, publici ladroni, al monisterio de li cordiglieri, ove troverete del grano de li noderosi cordoni in grande abondanza.


Il Bandello al molto diligente e leale messer


Giulio Calestano salute