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s’accostò assai vicino al letto e, avendo l’aspersorio, cominciò a dire: – Asperges me, Domine, – e gettar de l’acqua a dosso a la simia. Ella, come vide il prete dimenar l’aspersorio quasi in forma di volerla battere, cominciò a digrignare i denti e battergli insieme. Il che veggendo il domine e fermamente credendo esser alcuno spirito, ebbe grandissima paura e, lasciato cascar l’aspersorio, si mise a fuggire. Ma prima di lui il suo chierico, gettata per terra la croce e l’acqua santa, se ne fuggí giú per la scala con tanta fretta che, cadendo, andò giú a gambe riverse, ed il prete dietro a lui, di tal maniera che anco egli cadette a dosso al suo chierico, e andarono tomando a l’ingiú, come fanno le glomerate anguille nel lago di Garda, dagli antichi chiamato Benaco, quando esse, come dicono i paesani, «vanno in amore». Teneva pur detto messer lo prete: – Iesus, Iesus! Domine, adiuva me. – Al romore che i dui caduti giú per la scala facevano, corsero i dui fratelli con gli altri che in casa erano, ed aggiunsero in quella che essi, mezzo sciancati, erano al fondo tombati. Gli dimandavano i dui fratelli che cosa fosse questa e ciò che gli era accaduto. Pareva il prete col suo chierico, a guardarlo in viso, che fosse stato tratto alor alora fuor di sepoltura, sí era pallido e smarrito; di modo che stette buona pezza che mai non puoté formar parola. Medesimamente il chierico pareva spiritato ed aveva rotto il viso in piú di tre luoghi. A la fine il buon prete, che si sentiva rotta tutta la persona, tratto un grandissimo sospiro, disse tremando: – Oimè, i miei figliuoli, ché io ho visto il demonio in forma di madonna vostra madre! – Monna bertuccia, che era uscita fuori del letto, s’era messa a visitar le scatole dei confetti, e saltellando scese giú da la scala in quello che il domine aveva cominciato a parlare. Ella aveva in capo la cuffia e bende de la vecchia ed involte al corpo alquante pezze di tela. Come fu in fondo de la scala, ella saltò nel mezzo di quelli che quivi erano e fu quasi per farli fuggir di paura, perciò che in effetto in viso rassembrava a la morta vecchia. Ma, riconosciuta da uno dei fratelli, fu cagione che la paura degli astanti si convertisse in riso, e tanto piú gli faceva ridere, che ella in quell’abito cominciò a trescare e saltellare or qua ora lá, facendo i piú strani atti del mondo. Né contenta d’aver trastullato quelli che prima aveva spaventato, ella, saltellando, né si volendo a nessuno lasciar prendere, facendo mille moresche se n’uscí di casa e con quell’abito a torno se ne corse in castello, facendo molto ridere tutti quelli che la videro. E secondo che in casa dei dui fratelli si deveva star di mala voglia, come loro si rapprensentava