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propria. Sopportava il tutto in pace la buona donna, la quale era da tutta la vicinanza molto amata, e ciascuno l’aveva compassione de la pessima vita che il marito le faceva fare. Il malvagio uomo, che vedeva la moglie da tutti i vicini e vicine esser amata ed accarezzata, entrò in tanto sospetto di lei e tanta gelosia, senza sospizione alcuna d’indicio vero, che cominciò a tenerla chiusa in casa e darle ogni dí de le busse e carminarla senza pettine molto stranamente; di modo che la povera donna, che era da bene, venne in grandissima disperazione, e l’amore, che al marito portava, convertí in fierissimo odio, non potendo sofferire che egli sí sconciamente a torto la battesse. Come il marito non era in casa, i vicini e le vicine la visitavano e seco a le finestre ragionavano, consolandola a la meglio che potevano. Come ho detto, tutti le volevano gran bene, perché era di buonissima natura, festevole e piacevole molto, che in compagnia sempre teneva allegra la brigata. Ora un giorno di verno, essendo venuto il marito a casa e veduta la moglie a la finestra, che con una vicina parlava, entrò in casa, ed avendo forse perduto al giuoco, o in còlera d’altro, prese la meschinella per i capegli e con calci e pugni la batté fuor di modo. Non molto dopoi si misero tutti dui come cani e gatti, borbottando, al fuoco. Frugava il malvagio con un affocato tizzone nel fuoco ed anco con la paletta vi frugava la moglie. Avvenne che un affocato carbone saltò sul petto a la donna, la qual, pensando che il marito a posta avesse quello gettatole, perduta la pazienza ed accecata da l’ira, alzò la paletta e sí gran percossa diede al marito su la nuca del capo, con sí gran forza, che il misero subito cadde morto. Ella di cosí inopinato caso smarrita, dolente oltra modo del commesso omicidio, poi che vide non ci esser altro rimedio, prese il corpo, ed avendo levato il suo letto dal luogo dove soleva stare, quivi fece una buca a la meglio che puoté, e dentro vi sepellí il morto marito e di terra lo ricoperse. Indi ritornò il letto al consueto luogo. E non si veggendo dai vicini il marito, fu domandata ove egli fosse andato. Ella a tutti diceva il marito esser andato a la guerra del Piemonte, che tra francesi e spagnuoli si faceva; il che era creduto da ciascuno, né piú innanzi si cercava. Avvenne che la casa a la donna, non so come, s’abbrusciò sin ai fondamenti; onde ella deliberò da Roano partirsi e andar a casa di suo fratello fuora di Roano tre leghe. I vicini, a cui troppo doleva perder la pratica de la donna, convennero in uno e si misero tra loro una taglia che bastasse a riedificar la