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a sua diffesa, onde anco ella rimase libera. Che direte voi qui, bellissime donne? parvi che questa garzona meriti d’esser lodata? Veramente se un uomo de l’etá di questa fanciulla avesse fatto un simil ufficio per aiutare un compagno, uno amico o parente suo, tutti gli uomini lo predicarebbero e lo caccierebbero fin a le stelle. Questa giovinetta, per essere di nazione infima e perché è donna, non averá chi meritevolmente l’essalti, la lodi e la celebri? E pur se a le opere de la vertú la debita lode si de’ dare, ella certissimamente merita da tutti esser celebrata e predicata. Ella ha mostrato un animo virile e generoso; poi s’è diportata con molto piú valore che a par suo non appartiene. Primariamente ella ha diffeso il fratello da le mani del suo nemico, e quello valorosamente anciso; dopoi volontariamente, quanto in lei è stato, s’è voluta porre in mano de la giustizia, a ciò che il fratello non ci andasse: cose tutte certamente d’eterna memoria degne.


Il Bandello al magnifico
messer Girolamo Cittadino


Nel principio che la setta luterana cominciò a germogliare, essendo di brigata molti gentiluomini, ne l’ora del merigge, in casa del nostro vertuoso signor Lucio Scipione Attellano, e di varie cose ragionandosi, furono alcuni che non poco biasimarono Leone decimo pontefice, che nei principii non ci mettesse rimedio, alora che frate Silvestro Prierio maestre del sacro palazzo gli mostrò alcuni punti d’eresia che fra Martino Lutero aveva sparso per l’opera, la quale De le indulgenzie aveva intitolata, perciò che imprudentemente rispose che fra Martino aveva un bellissimo ingegno e che coteste erano invidie fratesche. Ché se alora ci avesse proveduto, era facil cosa la nascente fiamma smorzare, che dapoi ha fatto, con danno irreparabile di tutta la cristianitá, cosí grande incendio. Ora dicendo ciascuno il suo parere, messer Carlo Dugnano, uomo molto attempato e di lunga esperienza: – Figliuoli miei, – disse, – di queste eresie, che ora io intendo che sono da’ tedeschi sparse, non incolpate altro che i nostri peccati, volendo il nostro signor Iddio con questo mezzo castigare, come altre volte fece, questa nostra patria di Milano con quei pestiferi ariani. Tuttavia, se mi fosse lecito di dire, io