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Marco aveva confessato; il quale, dolente oltra modo e pieno d’un mal talento contra tutti, la seguente notte fece a salvamano senza romore pigliar gli adulteri e la reina con la Margarita, e metter in diverse prigioni; e quella notte vi fu condutto Marco. Formatosi poi il processo e trovato ciò che Marco detto aveva esser vero, non dopo molto su la piazza di Londra fece publicamente a tutti cinque gli adulteri, con ammirazione grandissima del popolo, mozzar il capo. Dopoi una matina su la piazza del castello a la reina e a la Margarita fece far il medesimo. Morí la sforturata reina molto costantemente, per quello che si vide, e ben contrita dei suoi peccati. Stette il re circa dui anni, e poi prese per moglie Giovanna di Semer, sorella d’un cavaliere, la quale ingravidò d’un figliuol maschio, come il parto manifestò, nel quale essa Giovanna morí; ed il figliuolo è quello che si chiama il «prencipe». Morta questa reina, egli praticò con il duca di Cleves di prender la sorella di quello, e la sposò, e fecela condurre in Inghilterra e tennela per moglie tre mesi solamente, perciò che, essendo ella in letto col re e di varie cose ragionando, ella scioccamente si lasciò uscir di bocca che altre volte, essendo fanciulla, aveva promesso ad uno del suo paese di pigliarlo per marito. Per questo il re la repudiò, e fuori, in un luogo assai vicino a Londra, la mandò a stare, ordinandole una entrata di venti migliaia di ducati. Cacciata via questa di Cleves, prese per moglie una nipote del duca di Nofoco, che è un nobilissimo barone, e la tenne dui anni. Ché, essendo ito il re nel paese di Nort, stette lontano alcuni dí da Londra e poi vi ritornò. Ritornato che fu, intese che la reina s’era amorosamente domesticata con un barone favorito suo, che si chiamava Colpeper, onde, giustificata la cosa, gli fece tutti dui su la piazza de la cittá decapitare. Ma voi, signori miei, avete ad intendere che il re, praticando di maritare Colpeper suo favorito, e desiderando dargli moglie nobile e ricca, condusse la cosa di modo che gli fece publicamente sposare questa nipote del duca. E facendosi le nozze tali quali a simile maritaggio si conveniva, e il re con la presenza sua onorandole, fieramente de la sposa s’innamorò e ad altro non poteva rivolger l’animo se non che via deveva tenere per giacersi con questa sposa. Mal fatto gli pareva pure che fosse d’aspettare che il suo favorito seco si fosse giaciuto, e poi tener pratica con lei per indurla a far ciò che egli volesse; onde a la fine deliberò privarne Colpeper e pigliarsela per sua moglie. Finite dunque le feste de le nozze, credendosi Colpeper andar a dormire con la sua donna,