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marchese e signor di Povino


Crederete voi forse, perché siate in Italia ed io qui ne l’Aquitania, che qui si chiama Guienna, che di voi mi sia scordato, o vero che le mie lettere non saperanno passar l’Alpi e trovarvi? Da questo, oltra agli infiniti commodi e grandissima utilitá e piaceri che le lettere dánno a’ mortali, si conosce di quanti bene elle siano cagione. E perciò non si può se non dire che bellissimo trovato sia quello de le lettere, le cui lodi e beneficii chi volesse raccontare non ne verrebbe cosí tosto a capo. Ma questo sapete voi meglio di me, e desiderate che io vi scriva di quelle cose che non sapete. Il che farò io volentieri; e prima vi darò nuova di madonna la signora Costanza Rangona e Fregola, mia onorata padrona e vostra amorevolissima zia, e dei signori suoi figliuoli, che tutti sono la Dio mercé sani. E per fuggir i caldi che in questi dí caniculari fanno grandissimi, siamo partiti tutti da la cittá e venuti ad un castello, o sia villa, detta Bassens, vicina a la Garonna, posta sopra un fruttifero ed amenissimo colle, ove abbiamo un’aria salubre e freschissima. Qui abbiamo di continovo buona compagnia di signori baroni e dame del paese, che vengono molto spesso a visitar madama, e stiamo di brigata allegramente, prendendoci quei diporti che la stagione ci presta. Ci venne questi dí madama Maria di Navarra, figliuola del re Giovanni e sorella d’Enrico oggidí re di Navarra. Eraci madamisella di Lusignano e madamisella di Vaulx con altre donne. V’era anco monsignor di Frigemont de la nobilissima stirpe di Montpesat, e vi si ritrovò il barone di Ramafort, giovine di nobilissimo e molto antico legnaggio, il quale è stato assai in Italia e intende e parla assai acconciamente il parlar italiano. Egli è poi il piú festevol compagno e quello che meglio sappia con bei motti e faceti rallegrare e tener in festa quelli che seco sono. Onde, essendo le donne ritirate in camera e tutti noi altri iti a diporto nel giardino, che ci abbiamo molto bello, fu pregato il barone di Ramafort che con una de le sue novellette ci volesse intertenere. E cosí, essendo tutti assisi sotto un pergolato, egli narrò una novella che pur assai ci fece ridere e meravigliarsi tutta la compagnia. E certo a me parve una cosa molto strana. Avendola adunque scritta, con la comoditá di questo messo ve la mando e vi dono, a ciò che sempre col