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altro non ci era da dire, che la volesse narrare, senza farsi piú pregare, disse una istorietta, la quale a me parve degna d’essere scritta e al numero de l’altre mie novelle aggregata. Pensando poi a cui io la devessi donare, voi mi occorreste degna di lei, e di molto piú onorato dono, per le vostre singolari doti che, vinta l’invidia, cosí viva come sète, v’hanno fatta immortale, essendo anche voi di tal valore che potete fare, chi volete, eternamente vivere. Verrò anco con questa mia istoria a pagar in parte gli onori da voi alcuna volta a Correggio in casa vostra ricevuti. E per molti rispetti m’è paruto non metter i nomi proprii, ancor che il signor Pietro gli dicesse, ma prevalermi d’alcuni finti. State sana.Novella LIX

Il conte Filippo trova la moglie in adulterio,
e quella fa morire insieme con l’adultero ed una camerera.


Un eccellentissimo capitano, essendo ne lo stato di Milano di grandissima riputazione per le cose militari, diede una sua figliuola, che aveva nome Isabetta, per moglie ad un conte Filippo, che era signor di castella. Ella era bellissima giovane e di persona molto grande, ma baldanzosa molto e tutta pieghevole a’ prieghi d’altrui, di modo che poca fede serbava al conte suo marito, perciò che ogni volta che le era comodo, per non logorare quello di casa, si provedeva di fuori via. Ebbe un figliuolo del marito, che si chiamò il conte Bartolomeo. Poi, facendo ogni dí qualche cosetta de la persona sua, e non sapendo far le cose sue cosí secrete che molti non se n’avvedessero, cominciò forte a dubitare che il marito un dí non si vendicasse di tutte l’offese che ella fatte gli aveva. Ed entrata in questo dubio, pensò esser la prima che menasse le mani, e deliberò levarsi per via di veleno il marito fuor degli occhi, sperando restar libera e governatrice del picciolo figliuolo. Avuto, non so come, il modo d’avere certi veleni, quelli diede in una bevanda al marito, il quale gravissimamente infermò. I medici chiamati a la cura sua si accorsero molto bene che il mal suo era di veleno, e fatto subitamente tutti quei rimedii che loro parvero a proposito, aiutarono di modo il conte che lo liberarono dal periglio del morire; tuttavia restò egli sempre alquanto cagionevole de la persona. La moglie in questa infermitá del marito si mostrava d’esser la piú grama e dolente moglie che mai si fosse veduta, e dal letto del marito mai