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braccia, ignudi dormire. Aveva egli recato alcuni torchi accesi in camera, e quelli che seco erano avevano le spade ignude in mano. Si risvegliò Tigrino e, veggendo il cognato de la donna di quel modo provisto, si tenne morto e non sapeva che dire. Alora il cognato de la donna gli disse: – Tigrino, questa dislealtá e sceleratezza che tu in casa mia a disonor mio e di mio nipote hai usata, non è giá meritata da noi. Ma a ciò che ad un tratto questa macchia da noi si levi, tu farai bene e sodisfarai a tutti di far cosí: che sí come questa notte mia cognata è stata tua, ella anco per l’avvenire sia, fin che viverete; che sará, se tu a la presenza di questi uomini da bene la sposi. Altrimenti tu non andarai per fatti tuoi. – Tigrino conobbe che costoro non gli volevano far violenza, a ciò che, sposando la donna, il matrimonio fosse vero, e per questo era quivi il notaio con testimonii, che non avevano arme. Il cognato anco era disarmato. Pensò poi che se egli non la sposava, di leggero, essendo egli ignudo e solo, che da quelli armati sarebbe stato ammazzato. Il perché, tirato anco da l’amore che a la donna portava, la quale piangendo e dubitando anco ella de la vita lo pregava a far questo, quella a la presenza di tutti sposò, e in letto con la donna rimanendo, il suo terreno e non l’altrui ritornò a lavorare. Fatto questo, dopo qualche dí essendosi il matrimonio per tutta Ferrara divolgato e Tigrino avendo la moglie a casa menata, con quella godendo i suoi amori, lieta vita menava. Ma non troppo vissero in questa contentezza, ché Tigrino, morendo, passò a l’altra vita. Rimasi la donna la seconda volta vedova, e tuttavia desiderando d’aver qualche persona che le tenesse compagnia, avendo perciò sempre téma del cognato, che era in Ferrara uomo d’autoritá e di molta stima, tanto non si puoté contenere né tanto aver rispetto al cognato, che ella s’innamorò d’un giovine di bassa condizione. Ed avuto il modo di fargli intender l’amore che ella gli portava, vennero in breve a godersi insieme e qualche dí perseverarono godendo gioiosamente questi lor amori. Ma ella, che sempre averebbe voluto star sui piaceri, usando poco discretamente questa sua comoditá, fece di modo che per tutta Ferrara la pratica si divolgò, di tal maniera che senza rispetto veruno se ne parlava per le spezierie e ne le botteghe dei barbieri. Ella, essendo certificata che il cognato lo sapeva e che il suo amante per téma di quello non le voleva piú dar orecchie né venir ove ella si fosse, disperata e dolente oltra modo, fece tutto ciò che seppe e puoté per riaver l’amante; ma il tutto fu indarno. Il perché, poi che si vide esser totalmente frustrata del suo desiderio, e da l’