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casa. Quell’altra compartisce a le sue damigelle la tela, il filo e la seta, ed ordina loro ciò che vuole che esse facciano. Quell’altra da altri lavori prende l’essempio e ne fa di capo suo di nuovi; emenda questo, riconcia quello e in donneschi onorati essercizii va dispensando l’ore, e talora col canto dá alleggiamento a la fantasia e se stessa fin a la sera inganna. Ce ne sono poi di quelle che, di piú sublime ed alto ingegno, diventano domestiche de le muse e passano il tempo in leggere varii libri e in comporre alcuna bella rima. Altre poi con la musica, sonando e cantando, si trastullano, e in compagnia di vertuose persone ascoltano i ragionamenti che si fanno, ed anco spesso dicono il parer loro, di modo che il giorno non si lasciano rincrescer giá mai. La notte poi, perché tutta non si può dormire, vuol ogni donna, sia di che qualitá si voglia, esser ben accompagnata. Ora, tornando al nostro proposito, può forse essere che il nostro dottore credeva, che avendo la moglie la notte una donzella seco fosse ben accompagnata; ma ella non la intendeva cosí. Erano passati piú di duo mesi che egli non era giaciuto con la moglie, quando una notte gli venne voglia d’andar a trovarla, e levatosi da mezza notte uscí di camera. Soleva l’uscio de la sua camera ne l’aprirsi far gran rumore. Era in quell’ora la donna con lo scolare e seco giocava in letto a le braccia, e sentendo aprir l’uscio del marito, chiamò la Niccolosa, – ché cosí aveva nome la donzella, – e le disse: – Tosto leva su, ché io sento messere. – Ed ecco in questo, che il dottore due e tre volte si spurgò, per sputar il catarro. La donna, detto a lo scolare ciò che deveva fare se messere in camera venisse, lo fece vestire. In questo il dottore picchiò a l’uscio, e non gli essendo risposto, perché le donne facevano vista di dormire, picchiò piú forte. La donna alora disse, mostrando destar la donzella: – Niccolosa, Niccolosa, non senti tu? su, ché l’uscio nostro è tócco. – Ella facendo vista di sonnacchiosa, le rispondeva con parole mozze, borbottando. Il dottore sentendo ciò che dicevano, disse loro: – Aprite, aprite! non mi conoscete voi? – Era giá lo scolare vestito e postosi dietro a l’uscio. Alora la Niccolosa aperse al messere, il quale se ne andò di lungo al letto, e in quello, non essendo lume in camera, lo scolare destramente, senza esser dal dottore né visto né sentito, uscí di camera e per la via che era entrato in casa se ne partí fuori. Messer lo dottore si corcò a lato a la moglie, che poca voglia di lui aveva. Né per questo rimase la donna che ogni volta che voleva non facesse venire lo scolare e con lui non si desse