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donna a braccia aperte e a suoni di soavissimi baci amorosamente fu ricevuto. Aiutato poi a spogliarsi da la donzella, si corcò in letto con la sua donna. Quivi parendo a l’innamorato giovine di nòtare in un cupo ed ampissimo mare di gioia, tale e sí buon conto rese dei fatti suoi e sí cavalerescamente nel correre e romper de le lance si diportò, che la giovane, che mai sí valorosa giostra sentita non aveva, restò meravigliosamente contenta. E parendole un grandissimo disvario da la giacitura del valente scolare a quella del vecchio marito, gli abbracciari d’esso marito riputava ombre e sogni. E se prima amava il suo caro amante, ora tutta ardeva, e le pareva che donna ritrovar non si devesse piú di lei contenta e felice. Onde dopo i reiterati baci, dopo gli amorosi e saporiti abbracciamenti, dopo i dolcissimi ragionari, misero tra loro ordine che tutte le notti che il dottore non giaceva con la donna, lo scolare supplisse. E per non fare che, come i gatti, ogni volta gli convenisse aggrapparsi a le mura, ebbe modo d’aver una chiave contrafatta d’un uscio di dietro e a lo scolare la diede. Onde molte notti si diedero buon tempo insieme, attendendo la donna a ricuperar il tempo perduto. Come s’è detto, il dottore di rado si giaceva con la donna e quasi per l’ordinario, quelle poche volte che voleva andarle, il diceva quando desinava; il che era cagione che gli amanti a man salva si godevano. E certo gran sciocchezza mi pare di coloro che hanno moglie e le lasciano dormir sole, che pure deveriano sapere qual è quella cosa di cui le donne per lo piú sogliono esser vaghe, e quanto i mariti le siano cari quando se ne stanno la notte con le mani a cintola. Pertanto, se a le volte avviene che elle si procacciano d’aver pastura fuor di casa, io per me troppo agramente non le saperei riprendere. E che, Dio buono! vogliono costoro far de le mogli, se al maggior bisogno loro le lasciano sole, con estremo periglio che di paura de la fantasma non muoiano o dal freddo restino assiderate e attratte? Non si sa egli che tutte le donne naturalmente sono timidissime, ed assai piú la notte che il dí desiderano d’esser accompagnate, e che senza l’uomo sempre la donna si reputerá esser sola? Chi non sa che per altro non si maritano se non per avere compagnia la notte? Hanno tutte le giovanette in casa loro da mangiare, bere e vestirsi onestamente, innanzi che si maritino, ma non hanno chi loro tenga compagnia la notte. Le maritate il giorno hanno mille traffichi, mille affari e mille lavori per le mani. Tu vedi quella cucire, trapungere con seta ed oro cuffie, camiscie ed altre bisogne, od attendere al governo de la