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meno e vestir mediocremente, e poi trovar il letto ben fornito di ciò che bisogna per trastullo de le donne. Pertanto io provederò a’ casi miei, ed userò ogni diligenza a me possibile, a ciò che biasimo alcuno a mio marito e a me non ne segua. – Su cotai pensieri stette buona pezza l’innamorata giovane, discorrendo la maniera che deveva tenere a dar compimento ai suoi amori, a ciò che messer lo dottore non s’accorgesse che altri maneggiasse i suoi quaderni. Ella aveva una donzella, la quale per l’ordinario dormiva seco in camera. A questa discoperse ella tutta la sua intenzion e il desiderio de lo scolare, e quella indusse a tenerle mano a questa amorosa impresa ed esser leale e segreta. E come ebbe la donzella a’ suoi piaceri disposta, scrisse una lettera a lo scolare di sua mano. In quella gli diceva che, vinta dai bei costumi che in lui vedeva e da l’altre doti che in lui erano, gli voleva tutto il suo bene e che era pronta a fargli ogni piacere, mentre che due cose le ne seguissero. L’una, che questo lor amore si conducesse con ogni secretezza, a ciò che mai nulla se ne sapesse onde potesse nascer infamia o scandalo alcuno. L’altra, che egli non volesse entrar in questo ballo d’amore per fare come molti fanno, i quali, posseduto che hanno l’amore de le loro donne, quelle abbandonano e ad altre nuove imprese si mettono, e quante donne veggiono tante ne vogliono, e di nessuna poi si curano. Per questo lo pregava che, secondo che ella s’era messa amar lui per amarlo eternamente, che anche egli il medesimo, volesse fare, ed amarla lei di cosí buon core come ella ferventissimamente amava lui. Onde in tutto e per tutto si metteva in poter di lui, ricordandogli che, essendo uomo, gli conveniva aver cura di se stesso e di lei appresso. Gli scrisse anco che ogni volta che vederebbe a la tal banda de la casa ad una finestra pendente di fuori un pannolino bianco, che egli con una scala di fune a le quattro ore de la notte vi si ritrovasse, e che il tal segno facesse, perché alora gli sarebbe mandato giú uno spago, al quale egli appiccarebbe la scala, che su sarebbe tirata e fermata di modo che potrebbe di leggero senza veruno periglio montare ed entrar dentro in camera, ove ella l’attenderebbe. Il giovine scolare, avuta la lettera, datali da la donna nel modo che egli a lei diede la sua, poi che letta l’ebbe cinque e sei volte e mille e mille basciata, non capeva di gioia nel cuoio e si riputava il piú avventuroso amante del mondo. Onde, trovata la scala e di notte andando a torno, attendeva che il panno al balcone pendesse. E vedutovelo una sera, lieto oltra modo, a l’ora deputata vi si ritrovò, e dato il segno e la scala acconcia, su salí e da la