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di modo che tuttavia se n’andava di male in peggio. Onde, avendo una volta tra l’altre in una lite di grandissima importanza usate certe sue baratterie, falsificate alcune scritture e produtti testimoni falsi, fu a gran pericolo de la vita. Alora messer Galeazzo Calvo Mariscotto, uomo di grande autoritá, agramente lo sgridò e riprese acerbissimamente, ed essortandolo che oramai a tante sue sceleratezze volesse por fine e non tener sempre la conscienza sotto i piedi, perché il gran diavolo infernale un giorno, non s’emendando, il porterebbe via in anima e in corpo. Sorrise a questo il malvagio dottore e disse che non sapeva ove fosse la conscienza e che cosa faceva il demonio che non veniva. E di piú disse: – Messer Galeazzo, io vi vo’ dire la veritá. La sera, quando io mi corco per dormire, io mi fo il segno de la croce, di meraviglia che questo vostro diavolo, che mi predicate esser sí terribile, non m’abbia il dí portato via. La matina poi, destandomi, mi levo e di meraviglia anco mi segno, che mi ritrovo pur vivo e sano. Ma io lo scuso, ché deve aver altro che fare. Ma che! tutte sono favole di frati, ché non ci è né diavolo né inferno. – Udendo messer Galeazzo cosí scelerata risposta, stette un poco sopra di sé; poi gli disse: – Voi ve n’accorgerete a la fine dove i peccati vostri vi meneranno. – Né altro mai piú volle dirgli, parendoli che sarebbe pestar acqua in mortaio.


Il Bandello al dotto giovine
messer Cristoforo Cerpelio bresciano


La vostra elegante e latinamente cantata elegia, Cerpelio mio, che, in lode mia composta, m’avete mandata, ho io lietamente ricevuta e con non picciolo mio piacere letta e riletta. E chi è colui che sia cosí stoico ed alieno da le passioni, a cui le proprie lodi sempre non siano care, e che con diletto non le senta? Certamente, che io mi creda, nessuno. Quegli stessi filosofi, che nei libri loro essortarono gli uomini a disprezzare la gloria e non si curar de le lodi, andarono con gli scritti loro cercando la gloria e desiderando d’esser lodati. Egli è troppo appetibile e dolce l’esser lodato, e tanto, che non solamente gli uomini, ma bene spesso si sono veduti animali