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non si devesse sottoporre giá mai, sí perché non era il piú netto e polito uomo del mondo, ché anzi che no teneva un poco del caprino e sempre era unto e pieno di succidume, ed altresí perciò che aveva questa buona parte, che ciò che sentiva o vedeva, scioccamente e da scemonnito ridiceva, cominciò a uscir di casa. Come poi era ritornato a casa, da Guglielmo intendeva quanto s’era detto e fatto, e grandissimo piacere prendeva de la sciocchezza e semplicitá di quello. Essendosi Tura forte assicurato, perché era il tempo del raccolto, deliberò d’andar per alcuni pochi dí fuori a le possessioni, e lo disse a la moglie, raccomandandole l’onore de la casa. Partito che fu Tura, la moglie si propose d’avventurarsi col tedesco e vedere, se possibil era, che quello supplisse ai mancamenti del marito, che era gran tempo che il giardino non l’aveva innacquato. Dopo desinare Guglielmo ordinava la cena e, perché il caldo faceva grande, stava in camiscia a torno al fuoco. La donna aveva mandato la fante a le fontane a lavar i panni. Il perché, essendo fermato l’uscio de la casa ed ella sola con il tedesco in quella, si pose seco a motteggiare e dargli impaccio. Il domandò poi se mai aveva avuta nessuna innamorata e fatto buon tempo con quella. Ma Guglielmo, non intendendo ciò che questo si volesse dire, rideva dicendo: – Madonna, in buona fé, io non so che cosa sia innamorata. Se me lo insegnate, io vedrò se è cosa buona. – La donna non ardiva apertamente invitarlo, ma gli faceva carezze, gli tirava i capegli, il naso, il pizzicava e con tutte e due le mani gli prendeva le guancie e fingeva volerlo morsicare, e mille altre cosette seco faceva. Ma il tedescone ubriaco se ne stava come un bue. Del che Catarina, che tutta era infiammata per il concupiscibile appetito che in lei fieramente era destato e piú raffrenar non lo poteva, deliberò con inganno far il caso suo e per ogni modo provare ciò che Guglielmo nel fatto delle donne sapesse fare. Sedeva a caso esso tedesco vicino al fuoco, ove, o fosse per lo caldo de la stagione o del vino o del fuoco, o pure perché la donna seco scherzato avesse, erasigli svegliato tale che dormiva, e giú per le coscie stava a pendolone un gran baccalare, che faceva come il battaglio quando suona la campana. Questo veggendo la donna, fece vista di cercare una cintola e a lui domandò se veduta l’aveva. Rispondendo egli che no: – Vedi, – disse ella, – non mi dir bugie, imperciò che, se tu l’averai involata, io ti metterò in prigione. – Mentre che ella fingeva di cercarla, non rivolgeva giá mai l’occhio dal pendolone, che tra le gambe di Guglielmo trescava. Ed a quello avvicinatasi, avendo la cintola