Pagina:Bandello - Novelle. 4, 1853.djvu/11


Dionisio e Tomaso Pallearii questa state, ove erano dismontati molti gentiluomini a rinfrescarsi con soavissimi ed odoriferi melloni e soavi e preziosi vini, messere Antonio Maria Montemerlo, dottor di leggi e negli studii d’umanitá molto dotto, disse che non credeva esser dolore uguale al dolore che soffre uno che disprezzato si veggia da la donna che egli ama. E su questo ci narrò in brevi parole un accidente avvenuto al nostro gentilissimo messer Galeazzo da Valle: il quale avendo io scritto, ed essendo molti dí che di me non v’ho dato nuova dapoi che a Vinegia eravamo insieme, ve l’ho voluto mandare e sotto il vostro nome darlo fuori. Non vi dirò giá che voi debbiate accettarlo e leggerlo volentieri, avendo inteso quanto largamente in Vinegia, avendo letta e riletta una mia canzone, quella a la presenza di molti gentiluomini lodaste. Ed ancor che ella non meritasse tante lodi quante le deste, nondimeno a me è molto caro che le cose mie siano lodate da voi, che tra i rimatori di questa etá sète dei primi, come le rime vostre fanno piena fede. State sano.

Novella XXIII

Galeazzo Valle ama una donna e la fa ritrarre,
e quella del pittore s’innamora e piú non vuol vedere esso Galeazzo.


Galeazzo da Valle, cittadino di Vicenza, giovane, come ciascuno di voi, mentre egli in Milano stette, puoté conoscere, molto galante, avendo cerco gran parte di Levante, si ridusse a stare in Vinegia. Egli ha cognizione di cose assai e di tutto parla molto accomodatamene; poi con la lira dice a l’improvviso tanto bene, che forse molte cose sue ponno stare a fronte di quelle che alcuni pensatamente scrivono. Ché tra l’altre volte egli in casa della signora Bianca Lampognana, essendovi il signor Prospero Colonna, cantò a l’improvviso tutto quello che esso signor Prospero gli impose, e disse tanto bene, ora in stanze ora in sonetti ed ora in capitoli, che tutti restarono pieni d’infinito stupore. Essendo adunque egli in Vinegia ed assai sovente essendo invitato, in casa di quei magnifici gentiluomini, a le feste che si fanno, a cantare a l’improvviso, avvenne che ad un banchetto egli vide una bellissima gentildonna veneziana, il marito de la quale era in ufficio in Grecia. Egli era presso di lei a tavolo a sedere, e mentre che la cena durò, servendola come è di costume, ragionò sempre seco; e trovatala avvenente e assai piacevole nel