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forse, – soggiunse Lattanzio, – che io non dia qualche castigo al paggio per non esser rivenuto a casa; ma io v’impegno quanta fede ho di non dargli fastidio alcuno, pur che mi dica la verità per che cagione ieri non tornò a me. – Non accade affaticarvi in questo, – rispose la Pippa, – perchè uomo nessuno è in questa casa, nè ieri ci fu; e duolmi infinitamente che io non possa circa questo caso farvi servigio, e fareilo volentieri. – Lattanzio, mentre la Pippa seco ragionava, gettava grandissimi sospiri, onde ella gli disse: – Giovine, voi mostrate esser fieramente appassionato, e non è persona, che sentisse questi ardenti sospiri, che non giudicasse che voi foste di questo vostro paggio troppo innamorato. Ma l’aver io altre volte inteso che voi amavate una bella fanciulla, non mi lascia credere che siate così nemico de le donne. – Deh, – disse Lattanzio, – volesse Iddio ch’io non amassi, chè sarei nel vero più allegro e più contento di quello che ora mi trovo, nè pensate ch’io intenda del mio paggio, chè a ciò non penso. Ma parlo d’una giovanetta che io amo molto più che gli occhi miei e vie più de l’anima mia. – E dicendo queste parole, a mal suo grado le calde lagrime gli colmarono gli occhi ed alcuna pure gli bagnò le guancie, e tuttavia egli fieramente sospirava. Parve a la Pippa esserle data l’occasione di tentar quanto già l’era venuto nel pensiero di fare, e gli disse: – Io so troppo bene, figliuol mio, che deve esser vero quanto mi dite, amando voi come dimostrate, e tanto più ne credo la pena dever esser maggiore, quanto che porto ferma openione non esser doglia al mondo più acerba e penace che amare e non esser amato. Poi io so che la giovane che amate, punto non v’ama, anzi più tosto v’odia, per amar altrui più di voi. – E dove sapete voi cotesto, monna Pippa? – le disse alora Lattanzio tutto pien di meraviglia. – Non ricercate, – rispose ella, – come io lo sappia. Bastivi che so che ora amate chi non v’ama, e son molti mesi che amaste un’altra molto più bella di questa, e so che quella ardentissimamente amava voi. E dirò anco questo, che ora più che mai v’ama, e voi nè più nè meno amate lei nè più ve ne ricordate come se mai ella non fosse stata da voi veduta. – Veramente io non saperei che dirmi, – disse Lattanzio, – poi che sì bene sète apposta al vero e sì ben par che sappiate gli affari miei. Ma di grazia, vi prego vogliate dirmi come sapete che questa, che io di presente amo, non m’ami ed ami altrui – Questo non ho io a dirvi, – rispose la Pippa, – perchè non mi par convenevole. Ben mi par giusto ricordarvi che il tutto vi sta bene, poi che, sprezzata voi la giovane che v’ama, amate' 'chi vi disama, chè così permette Iddio per castigar il vostro