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e sospirando e dimenandosi, nè dormì ella nè lasciò dormir la Pippa, e sapendo che a suo padre aveva la Pippa detto di ritenerla uno o dui dì, deliberò restar con lei. Venne il giorno e non comparendo Romulo a casa, Lattanzio mandò di qua a di là a ricercarlo e spiar per diverse vie se nulla di lui s’intendeva. E facendone diligentemente spiare e dando gli contrasegni de le vestimenta e de l’età, fu uno che disse il dì innanzi averlo veduto entrar in casa di Pippa di Giacomaccio, che stava vicina a la chiesa maggiore. Lattanzio che la conosceva, avuto questo indizio, quasi su l’ora del desinare andò a ritrovarla e picchiò a l’uscio de la casa. La Pippa, fattasi a la finestra e conosciuto il giovine, si meravigliò e dubitò che forse egli sapesse che la Nicuola fosse in casa, e gli disse: – Giovine, che cercate voi? – Monna Pippa, – rispose egli, – quando non vi sia in dispiacere, io vi direi volentieri diece parole. – Venticinque, – disse la Pippa, e detto a la Nicuola che Lattanzio era di sotto, subito a basso smontò ed aperse la porta. Il giovine entrò in casa a si mise a sedere presso a la Pippa, in luogo ove Nicuola senza esser vista poteva veder lui e udir ciò che diceva. Ora Lattanzio così a parlare cominciò: – Monna Pippa, ancor che io non v’abbia mai fatto servigio che' 'meriti ch’io debbia presumer di richiedervi piacer nessuno e d’averlo, nondimeno l’usanza mia che è di compiacer a tutti, e saper voi esser donna che da molti gentiluomini sète amata, che dimostra voi esser cortese, mi dà animo ricorrer qui a voi con ferma speranza che al desiderio mio pienamente sodisfarete. Perciò senza più usar ceremonie di parole, vi prego affettuosamente che voi vogliate dirmi che cosa è d’un garzone vestito di bianco che ieri venne qui a trovarvi ed ha nome Romulo, che può aver circa dicesette anni, di molto buona a gentil aria, che stava meco per paggio e da ieri in qua non è ritornato a casa. Io vi prego che di grazia vi piaccia di darmene nuova, chè me ne farete piacer singolarissimo ed io per sempre ve ne resterò ubligato. – Figliuol mio, – disse la Pippa, – io vi ringrazio del vostro buono e cortese animo che mi mostrate, chè certo m’è pur troppo caro, e piacemi che siate degnato di venir a questa povera casa, perchè son molti dì che io desiderava aver occasione di poter ragionar con voi, la quale essendomi di presente data per cortesia vostra, non la voglio perdere. E prima rispondendo a quello che ricercate, vi dico che io di questo vostro garzone non ve ne so render conto, perchè, nè ieri nè molti dì sono, è stato qui fanciullo nessuno nè giovine, che io mi sappia. E pur lo saperei, se persona cotale stata ci fosse. – Voi dubitate