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credi tu che ella subito averia pensato che tu fossi la bagascia di Lattanzio? – E questo è quello, – soggiunse Nicuola, – che io averei voluto che fosse occorso. Ella ancora che, come tu dici, m’avesse trovata fanciulla, non m’averebbe perciò conosciuta per Nicuola figliuola d’Ambrogio, e Lattanzio le sarebbe caduto in tanto odio che mai più non l’averebbe potuto vedere nè sentir nomare, di modo che io averei potuto sperar di racquistar l’amor di Lattanzio. – Non si puotè contener la Pippa che non ridesse di questi ragionamenti de la Nicuola, e sì le disse: – Figliuola mia, poni il cor tuo in pace. Se da Dio sarà dato che Catella debbia esser moglie di Lattanzio, e’ non ti varrà arte nè ingegno nè industria che tu sappia usare a disturbar cotal matrimonio. Tu sei ancora assai giovanetta, tu sei bella, tu sei ricca, perchè si deve credere che se Paolo tuo fratello fosse vivo, che oramai si saria inteso alcuna cosa di lui; ma il povero figliuolo certamente deve esser morto. Che nostro signor Iddio abbia l’anima sua. Sì che se tu ti governerai saggiamente, tu resterai unica erede di tuo padre, onde non ti mancheranno dei più nobili e più ricchi giovini marchiani. Pertanto levati di capo queste fantasie, che sono più per annoiarti e recarti danno che piacere nè utile. – Mentre che queste cose in questa guisa si trattavano, Paolo si deliberò andar solo a veder Catella, e sul tardi del giorno passò dinanzi la casa di quella e, non la potendo vedere, se ne ritornò a l’albergo nè volle per quel dì più uscir fuori. Lattanzio a cui l’aspettar sommamente aggravava, veggendo imbrunita la notte, molto si meravigliava che Romulo non ritornasse a casa a rendergli risposta di quanto aveva operato con Catella. E poi che una e due ore di notte ebbe atteso che venisse, nol veggendo ritornare, ne restò forte di mala voglia e dubitò che qualche mala ventura gli fosse intervenuta; e non sapendosi imaginare cosa alcuna di fermo, se ne stette tutta la notte quasi senza dormire, varii pensieri rivolgendo per la mente. Egli amava pur assai Romulo, perchè da lui era molto ben servito e vedevalo discreto e costumato giovinetto e che mai in casa non aveva fatto parole con persona, attendendo con diligenza a far quanto gli era imposto; onde meravigliosamente gli rincresceva d’averlo perduto. Da l’altra parte poi Catella, che ferventissimamente amava Romulo e già aveva gustati i suoi dolci baci, desiderava venir più a le strette con lui, e non l’avendo quel dì più veduto dopo che Gerardo venne a casa, avendo in iscambio di Romulo preso Paolo, se n’andò molto di mala voglia a corcarsi. La Nicuola tutta la notte con la sua mamma ragionò di Lattanzio;