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smemorato, che avendo avuta la pratica vostra, Strascino mio soavissimo, si potesse i fatti vostri smenticare? Io per me, fin che viverò, sempre di voi e de le vostre piacevolissime feste sarò ricordevole. Or in questa novella riderete voi d’una nuova beffa che fece per via di spiriti una donna a suo marito. E certamente sono pure alcune donne, che trovano di strane invenzioni per mandar i mariti in Cornovaglia e fargli varcare il mare senza barca. Ma venendo a la novella, altro non vi dico. State sano.

Una solennissima beffa fatta da una donna al marito, con molti accidenti, per via d’incantagioni.


Se la beffa, valorosa signora mia, fatta al vostro carrattiero ha fatto rider la brigata, non è meraviglia, perchè di rado avviene che come veggiamo cascare chi si sia, pur che non si faccia male, non si rida, così anco qualunque volta si fa qualche beffa, pare che l’uomo tener non si possa che non ne rida. Ma io ora non vi vo’ parlar di queste beffe ridicole e da scherzo, avendo per le mani una novella accaduta non è molto in questa nostra città di Milano, per la quale si conoscerà ciò che alcune donne sanno fare quando vien lor voglia di cavarsi un appetito. Fu adunque, per non vi tener più a bada, mandato da un prencipe d’Italia in questa città uno ambasciatore molto nobile e ricco, che aveva per moglie una bellissima giovane, nasciuta ne le prime ed onorate famiglie di questi paesi; a ciò che egli stesse appresso al duca come si costuma. Questi, conoscendo che aveva a star fuor di casa qualche tempo, condusse la bella moglie a Milano ed ebbe per alloggiamento il palazzo appo San Giovanni in Conca, che fu la corte antica del signor Bernabove Vesconte, che, come sapete, è molto grande e capace d’ogni gran famiglia. Quivi condutto e del tutto proveduto, se ne dimorava l’ambasciatore con la moglie; la quale, essendo molto bella e oltra questo assai aggraziata e vertuosa di sonare e cantare, era tutta il dì visitata e, come si dice, corteggiata da tutta la nobiltà di Milano. Nè v’era uomo nessuno d’ingegno o di qualche vertù dotato che non vi si trovasse, ed ella a tutti faceva buon viso e secondo il grado loro li raccoglieva, ed ora questi ed ora quelli teneva seco a mangiare. Il marito, che era liberale e magnanimo,