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cotesto augello è grasso come un ghiro e sarebbe, chi lo mettesse arrosto, un buon pasto. – Il pazzo udendo questo disse ridendo: – Al corpo di Cristo! io lo mangerò. – Pure non fece altro movimento. Quella notte, venuta l’ora consueta, Gian Cornelio entrò in casa e gli parve di sentir alcuno dentro la cucina, il perchè pian piano se n’andò verso il luogo per veder chi a quell’ora fosse in piede. Giunto pianamente a l’uscio de la cucina, vide che il pazzo metteva ne lo schidone un augello, e stette tanto a mettervi mente che conobbe che aveva ammazzato l’astore, perchè su l’uscio v’era il capo. E così vide che cominciò ad arrostirlo, essendosi spogliata la gazacca e rimaso in giubbone. Non si potria dire se Gian Cornelio si meravigliò e tutto a un tratto se gli venne voglia di ridere, veggendo sì fatta pazzia. Ora, accortosi poi che altri non era per casa se non il pazzo, se n’andò a la camera de la donna e, quivi spogliatosi, con quella nel letto si corcò e seco secondo il consueto cominciò amorosamente a trastullarsi. Il falconiere, che aveva un falcone infermo e la sera gli era convenuto dargli una purgagione, così là circa mezza notte si levò per vedere come il falcone si portava e ciò che aveva smaltito, e per veder il tutto andò con la candela a la cucina per allumarla; ove giunto, vide il pazzo che menava lo spedo, e ne l’entrar in cucina die’ dei piedi nel capo de l’astore. E presolo in mano: – Oimè, – disse, – chi ha ammazzato l’astore? – Il pazzo come s’accorse che il falconiero era in cucina, subito entrò in gelosia e sospettò che fosse venuto per levargli l’astore; onde si levò furiosamente da sedere e con l’astore inspedato se ne venne incontro al falconiero, il quale, dato di mano ad una stanga che a caso ritrovò, cominciò una gran mischia col pazzo. Gridava il pazzo ad alta voce facendo il maggior romor del mondo, e non meno gridava il falconiero chiedendo aiuto. Come la donna sentì il menar de le mani ed il gridar che si faceva, fece levar l’amante; il quale, subito messosi le calze ed il giubbone, non si ricordò di pigliare la gazacca che era suso un forziero a’ piedi del letto, ma così in giubbone uscì per un uscio che era verso un giardino e se ne andò ne la strada, ove accortosi che era senza gazacca, stette per sentire se poteva comprender che romor fosse quello. Ora fece la dama da la sua cameriera aprir l’uscio de la camera in quello a punto che il falconiero, non potendo resistere al pazzo, via se ne fuggiva. E sentendo la dama che gridava: – Che cosa è questa? – entrò in camera, e dietro il furioso con lo spedo in mano. Ardeva in camera de la dama di continovo il lume. Ebbe pur tanto rispetto,