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legata al collo e pendente sotto il braccio sinistro, vanno per la contrada gridando e vendendo nastri, ditali, spilletti, cordoni, bindelli, corone di paternostri e altre simili cosette da donne. Convenutosi adunque con costui e fattolo restar contento, prese i panni di lui ed il canestro, e vestitosi in abito di tal venditore se n’andò nella contrada ove era la casa di madonna Zilia, e quivi cominciò, passeggiando, a gridare come si suole. Madonna Zilia, udendo la voce e bisognandole alcuni veli, lo fece chiamar in casa. Egli, veggendo che il suo avviso gli riusciva, entrò in casa animosamente e salutò la donna con amorevoli e belle parole, come se egli fosse stato gran domestico. Ella, mettendo la mano dentro la cesta, cominciò a pigliar in mano questa e quella cosa; ed egli, del tutto compiacendole, dispiegava ora nastri ora veli. Onde ella, veggendo certi veli di che aveva bisogno e che gli parevano molto belli, disse: – Buon uomo, che vendete voi il braccio di cotesti veli? Se me ne fate buon mercato, io ne piglierò fin a trentacinque braccia. – Madonna, – rispose lo spoletino, – se i veli vi piaceno, pigliateli e non ricercate ciò che si vendano, perchè il pagamento è fatto. E non solo i veli, ma tutto ciò che ho qui è vostro senz’altro pagamento, pur che degnate pigliarlo. – Oh, io non vo’ questo, – disse la donna, – chè non è onesto. Io vi ringrazio de le vostre offerte. Ditemi pur ciò che volete dei veli e io vi sodisfarò, chè non istà bene che voi, che guadagnate in queste fatiche il viver vostro, ci perdiate così grossamente. Fatemi onesto mercato e vi darò i vostri danari. – Io non perdo, anzi acquisto assai quando qui ci sia cosa che vi aggradi, – rispose lo spoletino, – e se voi avete l’animo così gentile come l’aspetto vostro ci dimostra, voi accettarete in dono questi veli e anco de l’altre cose, quando vi piacciano, con ciò sia cosa che uno ve gli dona che per voi non solo la roba ma la vita per compiacervi spenderebbe. – La donna, udendo questo, divenne colorita come una vermiglia rosa quando di maggio ne l’apparir del sole comincia a spiegar le sue novelle foglie; e guardato fissamente nel viso a lo spoletino, gli disse: – Voi mi fate molto meravigliare di tal vostro ragionamento, onde saperei volentieri chi voi sète e a che fine m’avete dette queste parole, perciò che penso che m’abbiate presa in fallo, non essendo io tale quale voi forse v’imaginate. – Egli alora, punto non si sgomentando, con accomodate parole, chè era, come ho detto, da Spoleto, le narrò, e in quanta pena per amor di lei messer Filiberto vivesse‚ e quanto l’era fedel servidore, e che non aveva persona al mondo de la quale più potesse disporre che di lui, e di quanto al mondo