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e prenderla per alleggiamento dei vostri studi. Oh, veramente felice questa nostra età! Chè se l’antica ebbe una Saffo, questa nostra si può gloriare averne due, cioè la dotta, copiosa e leggiadra vostra zia, la signora Camilla Scarampa, e voi sua onorata nipote. Ma di più sarà lodata l’età nostra, perciò che l’antica Saffo non è più dotta di voi due, e voi due sète più oneste e caste di lei pur assai. State sana.

Il signor Filiberto s’innamora di madonna Zilia che per un bacio lo fa star lungo tempo mutolo, e la vendetta ch’egli altamente ne prese.


In Moncalieri, castello non molto lontano da Turino, fu una vedova chiamata madonna Zilia Duca, a cui poco innanzi era morto il marito, ed ella era giovane di ventiquattro anni, assai bella, ma di costumi ruvidi e che più tosto tenevano del contadinesco che del civile. Onde avendo deliberato di più non maritarsi, attendeva a far de la roba ad un figliuoletto che aveva, senza più, che era di tre in quattro anni. Viveva in casa non da gentildonna par sua ma da povera femina, e faceva tutti gli uffici vili di casa per risparmiare e tener meno fantesche che poteva. Ella di rado si lasciava vedere, e le feste la matina a buon’ora andava a la prima messa ad una chiesetta a la casa sua vicina, e subito ritornava a la sua stanza. General costume è di tutte le donne del paese di basciare tutti i forastieri che in casa loro vengono o da chi sono visitate, e domesticamente con ciascuno intertenersi; ma ella tutte queste pratiche fuggiva, e sola se ne viveva. Ora avvenne che essendo venuto in Moncaliero messer Filiberto da Virle, gentiluomo del paese, ch’era soldato molto valente e prode de la sua persona, egli, volendo ritornar a Virle, andò a messa a la chiesa ove era madonna Zilia, la quale veduta, e parutagli bella e molto avvenente, domandò chi ella fosse, sentendosi di dentro tutto acceso del suo amore. Ed intendendo i modi che ella teneva, ancora che gli dispiacessero, non poteva perciò fare che non l’amasse. Egli andò quel giorno a Virle, ove ordinate alcune sue cose, deliberò di tornarsene a Moncalieri che molto non era distante, ed ivi più che poteva dimorarsi e tentar con ogni industria se poteva acquistar l’amor de la donna. Onde, trovate alcune sue occasioni, condusse una casa in Moncalieri e quivi abitava, usando ogni diligenza per veder spesse volte la donna. Ma egli le feste a pena la poteva vedere, e volendo