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volesse gran bene, nondimeno mai non gli volle di sè far copia, fin che egli in presenza de la vecchia non le promise di prenderla in moglie. Ma ella fu mal avvista, perciò che prima deveva farsi sposare e non credere a semplici promesse de l’astuto amante, il quale per conseguire l’intento suo le fece mille promesse. Ma noi veggiamo tutto il dì infinite povere donne, – povere, dico, di conseglio e di prudenza, – rimaner ingannate, perciò che gli amanti largamente promettono, pur che abbiano quello che cercano. Ora, essendosi Leonzio con Neera molte fiate amorosamente giacciuto e sì domesticamente seco praticato che per tutto il castello si teneva che fossero per marito e moglie, Leonzio d’un’altra giovane s’innamorò, e, piacendogli più questa seconda che la prima, cominciò a lasciar Neera da parte. Di che ella si ritrovò senza fine mal contenta, non sapendo che modo tenere a reconciliar il suo amante. Egli a poco a poco, scordatasi del tutto Neera e la promessa a lei fatta, di maniera de l’altra s’accese, che publicamente la sposò e a casa condusse. Il che a Neera fu per tutta la terra grandissimo scorno, sapendosi da ciascuno che di lei Leonzio aveva preso amorosamente piacere. La povera giovane assai la disgrazia sua pianse e assai senza fine se ne rammaricò, e quasi disperata molti dì in casa se ne stette. Essendo poi passati alcuni giorni, avvenne che essendo Neera un giorno di festa dinanzi la casa a sedere in compagnia di molte donne de la vicinanza, come è di costume, e parlandosi di varie cose, parve che una donna di non so che a Neera contradicesse; di che ella, rispondendole con la voce un poco alta, entrò alquanto in colera. E l’una parola tirando l’altra, vennero a dirsi ingiuria insieme. Quell’altra, che non portava di groppa, levatasi in piede e mettendosi le mani sui fianchi, a Neera con grandissima còlera disse:– Va, va, putta sfacciata, in chiazzo, chè tu sei bene stata concia da Leonzio come meriti. Non sai che tutto questo castello sa che tu sei stata sua femina? e non ti vergogni comparire fra le donne da bene? – A questa voce l’infelice Neera, senza rispondere un motto solo, si levò fuor de la brigata, e in un pozzo profondissimo che quivi era si gettò col capo innanzi e subito vi s’affogò. E volendo i vicini, corsi al romore, darle aita, dopo gran fatica del pozzo fuori morta la cavarono.


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