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e faceto dicitore, di maniera che quando cavalcavamo ci diportava buona pezza con una de le sue novelle. Ora sovviemmi che tra l’altre volte, essendo fuor de la città di Napoli a Poggio reale mio zio, di santa memoria, maestro Vincenzo Bandello, generale di tutto l’ordine, essendo noi altri assisi in quegli amenissimi giardini, e passeggiando esso mio zio con maestro Barnaba da Salerno, general inquisitore del Regno; sovviemmi, dico, che il Piatese narrò una piacevole novella che a tutti sommamente piacque. Io, come fummo a Napoli, la scrissi, parendomi che meritasse d’essere consacrata a la posterità. Ora, poi che le mie novelle vo ricogliendo, per serbarvi quanto già, quando eravamo a diporto a le castella del signor vostro padre, vi promisi, vi dono essa novella. So che essendovi le cose mie sempre care, vi sarà grata. Fate mò voi vicendevolmente che io de le cose vostre veggia, o latina o volgare, alcuna cosa. State sano.

Arguta invenzione d’un eccellente predicatore per confutare una grandissima menzogna d’un altro predicatore.


Noi siamo, padri miei osservandi, in questo amenissimo luogo per luogo per goder questa frescura tanto odorata e soave, appo questo limpidissimo ruscello; ove, assisi su questa minutissima erbetta sparsa di tante varietà di colori, sì dai fiori che ella produce come anco dai, caduti da questi arbuscelli, naranci, limoni, cedri ed altre odorate piante, penso che non sarà se non bene d’intrattenersi con alcuno onesto e piacevol ragionamento. E mentre che il reverendissimo generale con l’inquisitore passeggia sotto quelle grate ombre, non pare a me che debbiamo noi giocar a la mutola, perchè di leggero il sonno ci chiuderia gli occhi. Onde veggendo che nessuno di voi vuol ragionare, io buona pezza con una piacevole novella v’interterrò. Sapete tutti che l’ordine nostro ne la materia de la concezione de la gloriosa Reina del cielo, la purissima vergine Maria, s’accosta a l’autorità de la Sacra Scrittura e dei santi dottori de la Chiesa, come dottissimamente ha ricolto il padre generale nel suo libro De la Concezione, ove con più di quattrocento autorità e molte ragioni, così de la divina Scrittura come dei santi dottori, prova la nostra openione esser catolica. I padri mò di San Francesco, dico questi moderni, sono d’altra openione. Onde, essendo io assai giovinetto, avvenne che